Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Dipendente si infortunò Sotto accusa le Farmacie comunali

A.F.

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GROSSETO. Le Farmacie comunali di Grosseto e l’allora presidente del consiglio d’amministrazione Alessandro Bocchi sono finiti sotto processo. Il procedimento è legato alla normativa della sicurezza sul posto di lavoro e nasce dal polso che si è rotta una dipendente nel 2014, cadendo a terra dopo essere inciampata su uno scatolone lasciato sul pavimento. Davanti al giudice Adolfo Di Zenzo i testimoni chiave per ricostruire la vicenda, partendo proprio dalla dipendente, ormai in pensione da tre anni. La donna ha spiegato la conformazione della farmacia in cui è avvenuto l’incidente, quella di via Oberdan: oltre al locale in cui viene accolta la clientela, il fondo ha un piccolo magazzino in cui vengono sistemati i farmaci e i vari scatoloni. «Non essendoci spazio, gli scatoloni ancora chiusi venivano sistemati sulla sinistra del corridoio che attraversa la stanza – ha spiegato la donna – Quello invece era sulla destra e per rendere più veloce il servizio, visto che quel giorno c’era molta gente, sono andata a cercare il medicinale nell’armadietto leggendo la ricetta, così non ho visto lo scaffale e sono caduta». Ricostruzione di cui si è occupato anche il tecnico Asl chiamato a indagare sull’incidente, il quale ha sollevato delle irregolarità nella gestione degli spazi in quell’occasione. Il processo riprenderà a novembre con i testimoni della difesa, rappresentate dall’avvocato Alessandro Bertolini per Bocchi e dall’avvocato Roberto Baccheschi per le Farmacie, impegnate invece a dimostrare la propria tesi basata l’accidentalità del fatto su cui nessuno degli imputati avrebbe responsabilità. — A.F.

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