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il caso in centro 

Piazza Tripoli è ancora privata al palo il gazebo di Arcimboldo

Piazza Tripoli è ancora privata al palo il gazebo di Arcimboldo

Dieci mesi fa il Comune deliberò l’acquisto del diritto di superficie dalle famiglie L’atto formale non c’è ancora stato. E l’imprenditore non può realizzare il dehors

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GROSSETO. Si era aggiudicato il bando comunale il 24 ottobre 2017, ma a marzo 2019 (dopo un anno e mezzo) il gazebo non c’è ancora. Per colpa di una burocrazia complicata in più rivoli, il locale Arcimboldo non è ancora riuscito a realizzare un prolungamento esterno che dà su piazza Tripoli.

Alle lungaggini della vecchia procedura comunale legata al bando, e che ha riguardato anche altri imprenditori, per Arcimboldo si è sommata una situazione tutta sui generis per la quale piazza Tripoli – come emerse negli uffici in fase di aggiudicazione della gara – è risultata in parte “privata”. Per far realizzare il dehors al privato, il Comune deve prima acquisire la piazza. L’ente a maggio 2018 deliberò l’acquisto del diritto di superficie dagli 11 privati. Pareva tutto fatto, mancava però una perizia di congruità dal demanio (poi arrivata); e mancava ovviamente il notaio (passaggio che invece non c’è stato). Trascorsi 10 mesi la situazione è rimasta al palo, con una piazza mai passata al Comune e l’impossibilità di far realizzare il dehors al privato.

L’imprenditore, Stefano Franceschelli è sempre lì che aspetta. «Sì – dice – la piazza non è stata ancora acquisita dal Comune, aspetto che lo sia presto. A quanto ne so, i privati non sono ancora stati chiamati a firmare dal notaio». La sua pratica è sempre in piedi, irrisolta; e oltretutto, sempre vincolata alla vecchia procedura del “bando” dopo la quale il Comune ha modificato la normativa: la novità in piedi da dicembre è che ora - per realizzare i gazebo - i bandi non sono più necessari (basta fare domanda). «Io però sono legato al vecchio bando...» dice Franceschelli.

Ma perché i privati e il Comune non hanno ancora formalizzato la pratica? La questione pare legata stavolta alle questioni ereditarie di alcuni privati, proprietari di una porzione di piazza. Questioni che parrebbero ora risolte.

Il Comune, da parte sua, dice dunque d’esser “pronto”. «La perizia di congruità sul prezzo che aspettavamo dal Demanio è arrivata da tempo – risponde l’assessore Riccardo Megale – Noi siamo pronti e a disposizione dei privati: alcuni dovevano completare una serie di passaggi ereditari ma ora abbiamo avuto un confronto con la proprietà e pare che tutto sia a posto. C’è già una bozza di contratto e a questo punto avverrà il rogito».

Dando uno sguardo complessivo la direttrice di Ascom Confcommercio Gabriella Orlando commenta: «Continuiamo a essere insoddisfatti per com’è stata condotta dall’inizio tutta l’operazione. Riteniamo che l’adozione del regolamento in quei termini sia stato un errore dal momento che si sarebbe dovuto concepire, prima di adottarlo e far smontare tutti i gazebo, progettare un percorso per arrivare a soluzioni concrete e possibili. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ad oggi e per quanto ne sappiamo in centro c’è un solo gazebo montato. E gli imprenditori alla fine hanno deciso di non installare il manufatto: evidentemente l’impresa non aspetta i tempi della burocrazia». —

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