Finanza
Diritti delle donne e famiglia «a rischio con il ddl Pillon»
Il 19 marzo un convegno a più voci al Museo di Storia naturale per illustrare i punti ritenuti critici e pericolosi della proposta all’esame del Senato
Dopo la manifestazione di piazza e il corteo di venerdì in occasione della giornata internazionale delle donne la mobilitazione “Lotto marzo 2019” continua concentrandosi in particolare sul disegno di legge Pillon, attualmente all’esame della commissione giustizia del Senato.
Per esaminare gli aspetti problematici e le insidie del disegno di legge che vuole regolamentare l’affido dei minori in caso di separazioni e divorzi il movimento Non una di meno, il coordinamento donne di Cgil, Cisl e Uil, l’associazione Olympia de Gouges, il coordinamento dei centri antiviolenza Di.Re (Donne in rete contro la violenza) e la Rete delle donne di Grosseto hanno organizzato un’iniziativa pubblica, in programma martedì 19 marzo alle 17 al Museo di Storia naturale della Maremma a Grosseto, con l’adesione di autorevoli relatori di livello nazionale.
Partecipano infatti la giornalista Giulia Bosetti che per la trasmissione di Rai 3 “Presa Diretta” ha curato l’inchiesta “Dio patria e famiglia” (durante il convegno verrà riproposto un estratto dell’inchiesta andata in onda il 28 gennaio scorso), Giovanna Zitiello del coordinamento Di.Re per illustrare cosa cambia con il ddl e Stefano Ciccone dell’associazione Maschile/Plurale per portare il punto di vista degli uomini e dei padri contrari al disegno di legge Pillon, a dimostrazione che la mobilitazione contro il ddl è trasversale e non riguarda solo le donne. Modera la giornalista Donatella Borghesi, conclude i lavori la presidente di Olympia de Gouges Sabrina Gaglianone.
«Il disegno di legge è stato presentato ad agosto – ricorda Eleonora Bucci che fa parte della segreteria provinciale della Cgil e del coordinamento donne di Cgil, Cisl e Uil, tra i promotori del convegno – e subito è iniziata la mobilitazione per sensibilizzare il mondo femminile e la società in genere su quanto prevede il disegno di legge. A Grosseto abbiamo già fatto un’assemblea pubblica a novembre e portato la battaglia contro il ddl Pillon dentro il corteo dell’8 marzo. Continueremo a farlo anche dopo l’evento del 19 perché certe proposte sono veri e propri attacchi al ruolo femminile e ai diritti delle donne. Il ddl Pillon non è altro che il vessillo identitario delle politiche conservatrici del governo, una controriforma che porta il Paese indietro di 50 anni».
«La nostra contrarietà – dice Patrizia Passalacqua (Olympia de Gouges) – deriva dal fatto che già ora con le leggi attuali ci sono un sacco di problemi nel caso dell’affidamento dei minori dopo una separazione. Dopo una legge di questo tipo andrebbe solo peggio: i diritti dei bambini vengono calpestati. Basta pensare al fatto che il testo riconosce la sindrome da alienazione parentale (Pas) di cui non esiste alcuna evidenza scientifica».
Tutte le associazioni promotrici concordano su un punto: il ddl Pillon mira a cambiare profondamente l’assetto stesso della famiglia. «Forse questo è l’aspetto meno noto ma anche più pericoloso della questione – dice l’avvocata Cristiania Panseri della Libreria delle ragazze e della Rete delle donne di Grosseto – Non c’è consapevolezza delle ricadute che questa legge potrebbe avere sul modello stesso della famiglia. E pretendere di cambiare l’assetto familiare come è scritto esplicitamente in una relazione introduttiva al ddl è secondo noi da stato totalitario». —
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