Il Tirreno

Grosseto

in tribunale 

Violentata incinta, l’ex condannato a tre anni

Francesca Gori

L’uomo era accusato anche di maltrattamenti e sequestro di persona: minacciava di sfregiarla con l’acido

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La pena che aveva chiesto il sostituto procuratore Valeria Lazzarini era di cinque anni e nove mesi. Ma i giudici del tribunale di Grosseto (Giovanni Puliatti, Andrea Stramenga e Adolfo Di Zenzo, presidente) hanno chiuso il processo nei confronti di un uomo di 41 anni con una condanna a 3 anni di reclusione, contro la quale l’avvocato Sabrina Pollini, che difendeva l’uomo, ora farà appello.

L’uomo era accusato di maltrattamenti, violenza sessuale, sequestro di persona e sottrazione agli obblighi di assistenza. Per quest’ultimo reato il quarantunenne è stato assolto, mentre il reato di sequestro di persona è stato assorbito in quello di maltrattamenti. I giudici hanno ritenuto che ci sia stato un nesso teleologico tra i maltrattamenti ai quali l’ex moglie era stata sottoposta e la violenza sessuale: è su quest’aspetto che l’avvocato Pollini farà appello.

Tutto sarebbe cominciato alla fine di marzo del 2013, quando i rapporti tra i due avevano cominciato ad essere burrascosi. L’uomo, più volte, l’aveva picchiata, minacciandola di morte e dicendole che l’avrebbe sfregiata con l’acido. L’accusava di essere una donna di facili costumi e pretendeva di avere rapporti sessuali anche quando la donna non voleva, chiudendola spesso a chiave dentro la loro casa per non farla uscire, controllandole il telefono e impedendole di frequentare le sue amicizie. A segnare la chiusura del loro rapporto sarebbe stato poi un episodio avvenuto nell’aprile del 2014: la donna era incinta e nonostante avesse rifiutato di avere rapporti con il marito, lui era riuscito a immobilizzarla tenendola ferma, bloccandole i polsi e le mani. La donna, che oggi ha 35 anni, fino al mese di giugno del 2014 aveva subito la violenza cieca di suo marito, che più volte l’aveva rinchiusa in casa per non farla uscire. Distrutta da questa situazione e con una bambina appena nata, la trentacinquenne ebbe il coraggio di denunciare l’uomo. Assistita dall’avvocato Marco Calò, per lei si è aperto il percorso del Codice rosa, quello riservato alle vittime di violenza.

Ieri è arrivata la condanna per il marito violento, che è stato assolto soltanto per il reato di sottrazione agli obblighi di assistenza nei confronti della loro bambina e dell’ex moglie. —

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