Attenzione
Esame per patente con il trucco Scatta la denuncia
L’uomo di origini pachistane è stato beccato con l’auricolare e uno smartphone con il quale riprendeva le domande: l’aiuto arrivava direttamente da casa
grosseto. All’esame per prendere la patente si era presentato con una camicia a quadri, uno smartphone legato sul busto con la fotocamera inserita in un’asola che era stata allargata appositamente e un auricolare bluetooth inserito e nascosto nell’orecchio. A casa, c’era un complice che leggeva le domande proiettate sul maxischermo della Motorizzazione e suggeriva le risposte all’uomo. Che, grazie all’aiuto da casa, non ne aveva sbagliata nemmeno una. La patente però, il pachistano beccato dagli uomini della polizia stradale insieme a quelli della polizia municipale, non l’ha potuta prendere: l’uomo è stato denunciato e l’esame è stato ovviamente annullato. Di guidare, per ora, non se ne parla.
Ad accorgersi che qualcosa in quell’aula era successo è stato il personale della Motorizzazione civile che in diverse occasioni avevano accolto uomini, quasi tutti di origini pachistane, che parlavano a stento in italiano ma che, una volta seduti al loro posto con il test davanti agli occhi, non sbagliavano nemmeno una risposta. La segnalazione è arrivata agli agenti della polizia stradale e a quelli della polizia municipale che insieme sono andati a dare un’occhiata durante una sessione d’esame. La truffa per prendere le patenti, con questo ingegnoso sistema di collegamento via smartphone e auricolare, era già stato scoperto nel Leccese e nel Vicentino. A Grosseto, ora, è partita un’indagine per scoprire se esista o meno un’organizzazione che promette patenti facili con questo sistema: chi sostiene l’esame, una volta finita la prova, viene aspettato da chi ha fornito tutto il kit e paga una cifra che oscilla tra i 350 e i 2mila euro. —
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