Il Tirreno

Grosseto

rifiuti 

«Spingendo per l’inceneritore si è affossata la differenziata»

G.S.

Il Comitato per il No replica alle parole di Periccioli che aveva detto la sua sulle modalità di recupero della materia

2 MINUTI DI LETTURA





SCARLINO. La mozione redatta dal Comitato per il No all’inceneritore di Scarlino, e prossima alla discussione in consiglio regionale, ha già suscitato diverse polemiche, prima tra tutte quella di Moreno Periccioli, presidente di Scarlino Energia il quale ieri ha voluto dire la sua sulla questione. L’idea del comitato contenuta nella mozione (che oggi porta la firma di Fratelli d’Italia, Sì Toscana a Sinistra, Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Gruppo Misto e Lega) è quella di «offrire ai lavoratori della Scarlino Energia una credibile prospettiva».

Tramite il coinvolgimento dell’Ato Rifiuti Toscana Sud e dei sindaci, il comitato chiede la realizzazione di impianti a supporto del recupero di materiali alla raccolta differenziata, capaci di assorbire la manodopera di Scarlino Energia. «Al comitato faccio notare – aveva detto ieri Periccioli – che, pur essendo sulla breccia da più di vent’anni, ancora non ha capito che il recupero di materia si ottiene dai rifiuti differenziati, mentre l’incenerimento riguarda il recupero di energia da ciò che non si è voluto o potuto riciclare. Si tratta di due metodi di recupero separati ed indipendenti, entrambi indispensabili nel ciclo integrato dei rifiuti».

Oggi la replica arriva dal comitato: «Ciò che ha tenuto “sulla breccia” il Comitato per il No all’inceneritore, per più di vent’anni, è stato il costante permanere di una seria minaccia per la salute e l’ambiente, quindi anche per l’economia, di tutta la piana di Scarlino – dicono – Ciò che il presidente Periccioli omette di ricordare è che grazie alla politica del governo provinciale e regionale, fortunatamente solo un tempo locale, che ha spinto l’attività di incenerimento, favorendola in ogni modo possibile e giungendo a quelle illegittimità e forzature che ben cinque sentenze del consiglio di Stato o del Tar hanno a più riprese sottolineato, è stata affossata consapevolmente la crescita della raccolta differenziata».

La prova di quanto affermato, per il comitato, sarebbe la convenzione per la realizzazione dell’impianto delle Strillaie che obbliga tutti i Comuni della provincia di Grosseto a conferire a quell’impianto una quantità costante di rifiuto indifferenziato, fino al 2040, per consentire al gestore privato di produrre il combustibile per l’incenerimento.

E in conclusione il comitato affonda il colpo in risposta alle parole del presidente di Scarlino Energia: «Ci pare che sulla breccia, in tanti anni, vi siano stati, piuttosto, il sostegno e la difesa di interessi privati a danno della collettività, concretizzatisi attorno al lucroso business dei rifiuti e dell’incenerimento». —

G.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web