Sicurezza
Presta 7.500 euro a un imprenditore e ne chiede 16mila
Il gip dispone il divieto di avvicinamento per una trentenne Avrebbe preteso interessi dal 40 al 60 per cento
grosseto. Si erano conosciuti attraverso amici comuni e, di fronte a una difficoltà economica, un imprenditore – al quale le banche e le finanziare non facevano più credito – aveva chiesto alla donna un aiuto economico: 2.500 euro la prima volta, altri 5mila la seconda. Una richiesta che rischiava di costare carissima all’uomo, che però ha deciso di rivolgersi alla squadra mobile della Questura per denunciare quello che gli stava accadendo. La donna che gli aveva prestato quei soldi gli avrebbe infatti richiesto indietro 16mila euro, più del doppio di quanto lei gli avesse dato. Ieri mattina il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto ha emesso un divieto di avvicinamento nei confronti di Sharon Pestelli, pratese di 31 anni che lavora nel mondo degli spettacoli viaggianti per i reati di usura aggravata e tentata estorsione.
L’ordinanza cautelare del divieto di avvicinamento è l’epilogo delle indagini condotte dal personale della squadra mobile della questura dopo che l’imprenditore aveva sporto denuncia. Pestelli infatti, nel settembre dell’anno scorso, avrebbe dato 2.500 euro all’uomo, che si era impegnato a restituirne dopo un mese, 3.500, mentre a novembre il prestito sarebbe stato di 5mila euro che sarebbero dovuti diventare, dopo un mese, 8mila.
Alla scadenza della data fissata per la restituzione di quest’ultimo prestito, tuttavia, non essendo l’imprenditore in grado di soddisfare la scadenza pattuita, la trentunenne originaria di Prato avrebbe preteso che, per ogni giorno di ritardo, la vittima avrebbe dovuto corrisponderle degli ulteriori interessi nella misura di 200 euro al giorno. In tal modo la somma pretesa era salita a 16mila euro, a fronte del prestito iniziale.
Gli uomini della squadra mobile della polizia hanno consentito di documentare l’applicazione iniziale, nelle due occasioni, di tassi d’interesse pari rispettivamente al 40% e al 60%, a fronte del limite massimo calcolato sulla base del “tasso soglia” determinato dal Ministero del Tesoro ogni trimestre (pari, per il quarto trimestre del 2018, al 16,40%).
Messa così alle strette, stritolata dalle richieste della trentunenne, l’imprenditore aveva deciso di presentare denuncia alla polizia.
Gli uomini della squadra mobile hanno intercettato anche alcune telefonate fatte dalla donna, con le quali tentava di costringere l’uomo a pagare il suo debito dicendo che lei stessa aveva avuto quei soldi in prestito da un finanziatore violento e senza scrupoli che avrebbe potuto fargli del male. —
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