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solidarietà 

Per Debora si mobilita anche Massa Marittima

G.S.
Per Debora si mobilita anche Massa Marittima

Nel negozio di Mirio Vichi una cassetta in cui è possibile lasciare le donazioni per la donna ammalata che necessita di un trapianto 

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FOLLONICA. Non si ferma la solidarietà che in tanti hanno voluto dimostrare a Debora Miceli, la follonichese affetta da fibroelastosi granulomatosa, una malattia rarissima per colpa della quale la donna è in attesa di un trapianto di polmoni.

Trapianto che è ovviamente gratuito in Italia ma che ha un costo per la cinquantenne che presto dovrà stare lontana dal lavoro, curarsi, spostarsi fino a Padova e pensare al figlio dodicenne. Debora lavora a Massa Marittima ed è proprio da questa città che arriva un ulteriore aiuto: al negozio di Mirio Vichi è stata realizzata una nuova raccolta fondi. Chi vuole può andare nel negozio del corso e lasciare una donazione.

«Sono veramente felice per l’aiuto e l’affetto che le persone mi stanno dimostrando in questi giorni – dice Debora – un ringraziamento speciale va alla professoressa Bargagli di Siena che ha fatto sì che la mia malattia avesse un nome». Quattro anni fa a Debora è stata diagnosticata una malattia rara ai polmoni. «Hanno provato varie cure – racconta la follonichese – ma purtroppo sono risultate inutili. Sono prossima al trapianto, che non è a pagamento, è chiaro. Ma purtroppo, essendo una malattia rara, non ho diritto ad alcuna esenzione e dopo anni di spese tra medicine, visite e viaggi da sola non ce la faccio più».

La raccolta fondi si trova sulla pagina www. facebook. com/donate/339919019978908/ ed è visibile sulla pagina Facebook di Debora Miceli. Ma chi vuole può anche inviare un bonifico al conto corrente di Debora. L’iban è IT34Y0100572240000000000687.

In tanti hanno già contribuito: in pochi giorni sono già stati raccolti più di duemila euro. Il traguardo però è ancora lontano, a 20 mila euro. «Se non dovessi ottenere un trapianto in tempi ragionevoli sarò costretta a rivolgermi all’estero – dice Debora – ma se, alla fine di tutto, avanzeranno dei soldi che mi sono stati donati, andranno in beneficenza». Le manifestazioni di affetto sono molte: «Le persone dando una forza incredibile – conclude Debora – io e mio figlio siamo molto grati». —

G.S.

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