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Via Mercurio, impianti sportivi a gara ma per la seconda volta niente gestore

Elisabetta Giorgi
Via Mercurio, impianti sportivi a gara ma per la seconda volta niente gestore

L’unica offerta è stata esclusa per la mancanza di fidejussioni. Il Comune ritenta con un 3º bando forse più accessibile

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Nulla di fatto. Servirà un terzo bando, promesso a breve dal Comune di Grosseto, per trovare un gestore per l’impianto sportivo polivalente di via Mercurio. Per la seconda volta la struttura comunale è andata a bando ma non ha trovato un aggiudicatario.

Il motivo è la “carenza documentale” contenuta nell’unica offerta arrivata in Comune: il partecipante (il Circolo pattinatori) non è riuscito a presentare le due fidejussioni richieste dall’ente nel bando di gara per complessivi 480mila euro. Perciò il Comune dovrà affidarsi a un terzo bando ancora. A quali condizioni è da vedere, ma poiché l’auspicio è quello di “piazzare” l’impianto, quasi certamente saranno più soft di quelle chieste finora.

L’impianto di via Mercurio include una pista di pattinaggio, un campo da tennis, un campo da calcetto e una palestra. Finora (e da molto tempo) la gestione è stata in capo alla Polisportiva Barbanella 1. Il Comune ha avviato da mesi la procedura per cercare un nuovo gestore tramite bando con una concessione di 20 anni e lavori di riqualificazione a suo carico. Nella prima gara – conclusa a settembre 2018 - potevano partecipare società che nel triennio avessero volumi di affari di 200mila euro. Dopo la fumata nera per (pare) errori formali nella compilazione da parte del partecipante, l’ente ha indetto un secondo bando che a sua volta non ha avuto l’esito sperato. Due le fidejussioni chieste dall’ente e non presentate: una da 79.210 euro e l’altra da 400mila. Alla scadenza della gara l’unica busta arrivata dal Circolo pattinatori e aperta il 17 gennaio era sprovvista di entrambe le garanzie. Il Comune ha concesso ulteriori 10 giorni di “soccorso istruttorio” ma i documenti non sono arrivati. A quanto pare l’iter si rivela difficile da soddisfare per società dilettantistiche che non hanno fine di lucro e si basano sul volontariato.

Stefano Osti, il presidente del Circolo pattinatori che ha partecipato ed è stato escluso, spiega d’essere «consapevole della carenza documentale, che però ci era impossibile da produrre. Ora aspettiamo dal Comune indicazioni su come fare per partecipare al nuovo bando».

L’assessore Fabrizio Rossi, ha chiaro il problema e apre una nota polemica. «Come ente locale siamo legati al Codice degli appalti - dice - ovvero al decreto legislativo 50 del 2016 per il quale i Comuni sono costretti nell’assegnazione degli impianti sportivi a ricorrere ai bandi di gara. Di fatto si equipara l’assegnazione di un impianto sportivo a una gara d’appalto sui lavori pubblici e questo ci vincola tantissimo sotto il profilo della gestione. Ci costringe a fare bandi pluriennali e ad applicare a questo settore le stesse caratteristiche e la contrattualistica previste dal Codice degli appalti; il che è limitante perché le associazioni sportive dilettantistiche hanno un regime loro e non hanno patrimonializzazione come un’azienda, ma spesso si chiede loro di comportarsi come un’azienda. La legge dello Stato - chiude Rossi - ci costringe a far questo ma io mi muoverò: chiederò di fare un’interrogazione parlamentare o farò una nota al ministero per vedere se gli impianti possano essere assegnati con un metodo diverso. Intanto cercheremo nel terzo bando di abbassare l’asticella, nei limiti delle prescrizioni chieste da questo Codice». —



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