Il Tirreno

Grosseto

«Sviluppare l’empatia fa bene, ci mettiamo nei panni degli altri»

G.S.
«Sviluppare l’empatia fa bene, ci mettiamo nei panni degli altri»

Lo psicologo Massimo Giusti sta scrivendo un libro sui narcisisti La scelta dell’istituto superiore serve ad educare i giovani all’umanità 

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l’esperto

massa marittima. Far passare il tempo della sospensione scolastica all’interno di una struttura per anziani, è una buona soluzione per gli studenti? Il Tirreno si è rivolto allo psicologo e psicoterapeuta fiorentino Massimo Giusti, che spiega come una pratica che stimoli l’empatia sia ottima per dare ai ragazzi una consapevolezza nuova: «Viviamo in una società dove viene costantemente incentivato l’aspetto narcisistico – dice lo psicologo – dove si pensa a soddisfare il bisogno sul momento. Io soddisfo i miei bisogni e raggiungo i miei obiettivi. I ragazzi vengono educati alla competitività, e questo avviene, ad esempio, anche nello sport: spesso si pensa a dare sempre di più invece che ad essere migliori. In una società fondata su questi valori, tutto quello che stimoli l’empatia e risvegli il senso di comunità è senza dubbio utile. Per questo la soluzione pensata dalla preside dell’istituto di Massa Marittima è da prendere come esempio». Giusti, che ha anche una pagina su Facebook dove pubblica pillole di psicoterapia, sta scrivendo un libro proprio sulle personalità narcisiste. «Ovviamente – continua lo spicologo – ogni caso va valutato a sé: a chi è diretta questa particolare sospensione? Se si tratta di ragazzi bulli è sicuramente indicata ma le soluzioni potrebbero essere diversificate». I contesti socialmente utili educano ai valori dell’umanità: «La sospensione che ti fa rimanere a casa è assolutamente inutile, se non dannosa, quando i genitori non collaborano – continua – dipende da come viene percepita: una sospensione passata a casa a giocare online è come un premio. Un tempo la sospensione era un’umiliazione per il genitore, oggi succede sempre più spesso che i figli vengono difesi e spalleggiati. Con questi comportamenti la sospensione ha l’effetto opposto e quando tornano a scuola i ragazzi si comportano come prima, se non peggio». Per Giusti entrare in contatto con la fragilità dell’anziano significa «entrare in un modo dove l’empatia e l’aiuto al prossimo hanno un valore. In questo modo il ragazzo impara ad essere più consapevole del fatto che al mondo non c’è solo quella precisa esigenza che ha poi portato a quel comportamento che ha comportato la sospensione. Comportamenti sbagliati, spesso causati dal fatto che il ragazzo non si è messo nei panni dell’alto». — G.S.

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