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verso le elezioni  

«Sì alla lista unica europeista» Rosini appoggia Calenda

El. Gi.
«Sì alla lista unica europeista» Rosini appoggia Calenda

Il segretario del circolo Pd Pace aderisce per primo al manifesto dell’ex ministro «No al sovranismo: certe lugubri idee non miglioreranno la vita dei cittadini»

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GROSSETO. Sì a un listone che punti a riunire e compattare le forze europeiste e antisovraniste in vista delle elezioni europee. Il manifesto politico, elaborato nelle settimane passate dall’ex ministro Carlo Calenda in vista delle imminenti Europee di maggio, è un’iniziativa che trova il segretario del Circolo Pd del quartiere Pace di Grosseto, Stefano Rosini, tra coloro che hanno aderito subito «con entusiasmo e consapevolezza», spiega lui, a tale proposta. Una sfida aperta che l’ex ministro lancia contro il sovranismo e che in Maremma è accolta dal segretario del circolo, primo e unico politico locale al momento (di fatto un apripista) a offrire la sua adesione incondizionata e ufficiale all’iniziativa.

Rosini, conferma l’adesione al manifesto di Calenda?

«Sì, mi convince la proposta formulata dall’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, insieme ad altri, di un manifesto come base comune per costituire una lista unica delle forze politiche e civiche europeiste per le prossime elezioni Europee. L’idea concreta di presentarsi, alla tornata elettorale per il rinnovo del parlamento europeo, con una lista unitaria, forte e radicata nei territori che coinvolga tanti soggetti aventi un’unica matrice, quella europeista, è sicuramente un pensiero di molti progressisti italiani».

L’input dichiarato è la sfida al sovranismo.

«Certo che sì, a mio parere le lugubri idee sovraniste, che serpeggiano assieme a un latente orgoglio pseudonazionalista, non miglioreranno la vita dei cittadini europei, né implementeranno il libero commercio e gli scambi con il resto del mondo, ma daranno vita solo a persone impaurite».

Cosa la convince dunque del manifesto?

«Il fatto, appunto, che il manifesto pro Europa di Calenda parta da un atteggiamento inverso e propositivo per le forze democratiche del nostro paese nei confronti di tutti coloro che, anche se provenienti da esperienze e mondi a volte diversi, credono fortemente in un’Europa unita, accogliente, concreta e disponibile al dialogo».

Europeista convinto da quanto?

«Mi sento da tempo un europeista convinto senza se e senza ma, coerente nell’appoggiare “Siamo Europei”. È un sentimento che nutro accanto a molti nomi della politica nazionale che hanno apprezzato lo sforzo di Calenda e di quelli che come lui vogliono allargare il campo delle numerose forze, spesso diverse tra di loro ma comunque progressiste ed europeiste. Il pericolo che ci sta di fronte richiede una cosa soltanto: restare uniti per difendere valori che credevamo acquisiti per sempre e che ora sono minacciati dal populismo incalzante. Credo che la partecipazione delle primarie abbia voluto dire soprattutto questo».

C’è un messaggio che vuol lanciare?

«Non abbassare la guardia nell’imminenza di un confronto elettorale mai così decisivo». — El. Gi.



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