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agricoltura 

Made in Italy, in Commissione è partito l’iter

Il vicepresidente Lolini annuncia l’arrivo di una maggiore trasparenza nelle etichette per tutti i prodotti coltivati nel nostro Paese

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GROSSETO. «Made in Italy e ancor più trasparenza in etichetta per tutti i prodotti agricoli coltivati in Italia». È quanto previsto dalla proposta di legge che è al vaglio della Commissione Agricoltura e turismo della Camera dei deputati. Ne dà notizia il vicepresidente Mario Lolini.

«Cade il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano nel nostro paese – annuncia Lolini – rendendo così possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero. Si rafforza dunque, a partire dall’Italia, l’operazione trasparenza a tavola: sul cibo le nuove etichette, previste dal Decreto legge semplificazioni e ora notificate all’Unione europea a breve potrebbero essere varate. Sarà indicato non solo lo stabilimento di trasformazione e confezionamento del prodotto alimentare, ma anche l’origine delle materie prime». Un’origine che, secondo l’Ismea, è importante e fondamentale per le scelte di acquisto per nove italiani su dieci. «Noi – aggiunge il deputato leghista– siamo quelli a cui piace pensare di poter dare ai consumatori una trasparenza piena, a cui non basta indicare che un alimento sia trasformato in Italia, ma vogliamo sia indicato se è stato allevato, pescato e coltivato in Italia, perché la nostra salute è molto di più di uno slogan politico ed è una battaglia che la Lega da sempre porta avanti». Novità che riguardano anche il settore del riso spesso danneggiato dalle importazioni: «In attesa degli effetti della clausola di salvaguardia sull’importazione del riso dai Paesi del Sud-Est asiatico – commenta ancora Lolini – Si conquistano nuovi spazi per esportare in Europa, ma per arrivare ad un significativo aumento del prezzo del prodotto non è sufficiente l’etichettatura generica già vigore, ma ritengo sarebbe necessaria un’esplorazione sui vari territori per ampliare l’esplorazione di possibili ulteriori certificazioni Dop e Igp oltre a puntare su accordi di filiera».

Una battaglia quella sul made in Italy e le etichettature condivisa anche a livello locale. «L’onorevole Lolini – sostiene il segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi – dimostra ancora una volta attenzione al territorio ed ai produttori grossetani. Lo fa con azioni concrete». —

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