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Faenzi: «Querelo Radio24 Maltrattato sul caso vitalizi»
GROSSETO. Il danno e la beffa. Prima impoverito, poi offeso, bistrattato, preso in giro. Ivo Faenzi, 86 anni, l’ex parlamentare del Pci che nei giorni scorsi Il Tirreno aveva intervistato, raccogliendone lo sfogo dopo aver visto tagliato il proprio vitalizio da 4. 000 a 1. 000 euro, torna su quello che nel frattempo è diventato un caso nazionale: la sua pensione.
«Dopo l’articolo su Il Tirreno, diverse testate e agenzie nazionali hanno rilanciato questo servizio, su carta e sul web. Radio 24 mi ha intervistato e ho ribadito quegli stessi concetti. Intendo querelare Radio 24 e il suo direttore. Ho dato incarico al mio avvocato di valutare il caso e assumere le iniziative conseguenti. Credo che saranno chiamati a rispondere in tribunale». La radio, secondo Faenzi, lo avrebbe usato come sfogatoio per il pubblico. «Dopo che avevo parlato ed ero stato scollegato, perciò impossibilitato a controbattere e reagire, il direttore ha fatto un commento premeditato e speculativo con il solo scopo di sollevare un polverone contro di me. Citando Celestino da Terni e una sua invettiva contro i politici, è stata scatenata un’autentica cagnara. La trasmissione è seguitissima e per gli autori è stato facile ottenere l’obiettivo che si erano proposti: riempire i social di decine, centinaia, migliaia di parolacce contro di me, la mia famiglia e persino contro il mio nipotino. Politica di bassa lega. Disonesto qualunquismo».
Poi Faenzi torna nel merito: i vitalizi. «Per la politica – spiega ancora – ho lavorato 11 anni senza paga: quattro anni per la federazione grossetana del Pci (vissi sulle spalle dei miei sei fratelli) e altri sette anni per la direzione nazionale e il gruppo parlamentare. Tutto questo proprio perché avevo maturato, in tre legislature, il vantaggio del vitalizio. Ho sempre versato il cinquanta per cento della mia indennità parlamentare al Partito e al Pci andarono anche i 31 milioni di lire di liquidazione (si chiamava premio di reinserimento nella vita sociale e produttiva del Paese) che mi riconobbe il Parlamento al termine dell’attività di deputato. Oggi, al pari di altri 1800 ex parlamentari, contesto semplicemente la mancata tutela di diritti acquisiti».
«La Corte costituzionale – prosegue Faenzi – ha già emesso due sentenze nelle quali dichiara che non si possono confondere i vitalizi con le pensioni e che fra i due sistemi, almeno fino a oggi, si registrano delle differenze marcate, che non si possono ignorare. I vitalizi non sono legati ai versamenti, che invece sono fattore centrale del sistema Inps, ma agli anni di mandato. Non è un caso che sono gestiti direttamente dalla propria istituzione». Per Faenzi andrebbe compiuta una riforma vera, organica, sistemica. «Le misure prese dalla presidenza delle Camere sono invece da pannicello caldo, ridicole. E mostrano quanto è bassa la cultura dei cinque stelle». Faenzi – e l’aveva già detto – non accetta che ai parlamentari più anziani venga tagliato il vitalizio anche del 70-80 per cento; mentre agli attuali, a chi andrà in quescienza da ora in avanti si riconosceranno trattamenti tre volte superiori. — G.B.
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