Concessione di Cala Galera il 18 giugno sentenza del Tar
C’è attesa per la data in cui il giudice amministrativo si pronuncerà Se sarà il Comune ad aver ragione, la gestione del porto andrà a bando
MONTE ARGENTARIO. C’è attesa per la sentenza del 18 giugno su Cala Galera. Prima di conoscere se la Marina, società che gestisce il porto turistico, avrà ragione o meno sul Comune di Monte Argentario, il presidente Cesare D’Amico spiega le ragioni sul procedimento adottato per arrivare alla “rideterminazione” e non, secondo quanto sostenuto dalla nuova amministrazione, alla “proroga” per la gestione del porto per i prossimi 30 anni.
«Noi siamo rimasti sorpresi della decisione dell’amministrazione comunale – ha detto D’Amico – Questo perché, sotto un profilo giuridico, avevamo seguito un percorso indicato dall’amministrazione comunale precedente. Non è stato un percorso di qualche giorno o qualche mese, ma ci sono stati ben nove anni di interlocuzione. Siamo anche passati davanti a una sentenza del Tar del novembre del 2011. È fuori dubbio che la Marina, in fase di costruzione, aveva presentato un previsione di spesa che poi durante la realizzazione è stata del 40% in più. Quello della rideterminazione è stato un percorso che l’amministrazione comunale precedente ha scelto dopo aver sentito diversi pareri legali e anche un professore ed esperto di diritto amministrativo e di concessioni, che aveva consigliato qual era l’iter che si sarebbe dovuto seguire. Non ci sono nessun escamotage, né interpretazioni o forzature».
Se ad aver ragione sarà il Comune, si andrà a bando per la gestione del porto.
«Speriamo che questo bando non si debba mai fare – ha proseguito – e che la giustizia agirà rapidamente, visto che ci sarà un’udienza il 18 giugno che ci fa sperare in una sentenza veloce. Noi siamo ottimisti che sarà a nostro favore e ci permetterà di rimettere la palla al centro e ripartire da dove siamo. Ad oggi la Marina ha investito tre milioni e stavano per partire investimenti per altri 5 milioni, ma adesso è tutto fermo. Anche con dei danni che si sono creati. Questo consiglio di amministrazione, nella stesura del piano per l’ammodernamento e adeguamento del porto alle normative della Regione e il nuovo piano regolatore, con una serie di opere anche esterne al porto si è impegnato a investire 15 milioni, cominciando anche dai professionisti giovani del territorio a cui ci siamo affiancati. Abbiamo voluto dare un taglio locale per assicurare la ripresa economica di questo luogo».
Il sindaco ha detto che se si andrà a bando ci sarà una condizione in cui il nuovo concessionario dovrà assumere alle stesse condizioni tutti i dipendenti. «In 40 anni ho avuto a che fare con tanti dipendenti – le parole di D’Amico –. Qualunque motivo di instabilità crea un problema e un’insicurezza nel dipendente. In questa situazione economica, in cui tutti sono preoccupati delle problematiche e del bilancio familiare, si va comunque a creare una preoccupazione a dei lavoratori. Bisogna essere molto attenti. Se chiederemo i danni al Comune? Io devo tutelare gli interessi della società e di 700 soci. I nostri legali stanno studiando la questione e, se ci saranno gli estremi per chiedere i danni al Comune come noi pensiamo, non possiamo non farlo». —
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