Italia
Post sulla naftalina e bufera sul sindaco La consigliera valuta le vie legali
Da più parti solidarietà alla Scoccati ma intanto su Fb la polemica continua
GROSSETO
Sul post della “naftalina” e i suoi sviluppi, la consigliera comunale Catuscia Scoccati valuta vie legali. Il caso riguarda il commento del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna in cui lui ha scritto che forse Scoccati ha «la naftalina nel cervello». Venerdì Il Tirreno ha chiesto una risposta telefonica diretta al sindaco ma lui non ha risposto personalmente: la nota è arrivata dall’ufficio stampa.
Ieri ci sono stati sviluppi quando sui social qualcuno ha fatto circolare l’ipotesi che il post della Scoccati non si riferisse alla mamma scomparsa, ma al “Pd”. La discussione tutta politica è nata nella bacheca di Gino Tornusciolo (Casapound) dove il sindaco capalbiese Luigi Bellumori ha scritto: «Dicono che ce l’avesse con il Pd e l’arrivo di Zingaretti, ovvero un partito riportato al vecchio. Dicono che non fossero i sentimentalismi ma un’ironica rappresentazione della politica dopo il congresso e i suoi esiti. Mah». E Vivarelli Colonna: «O stai a vedere – ha scritto – che ella si riferisse al vecchio e stantio intendendo Zingaretti essendo lei una delle ultime tre rimaste fedeli a Renzi, e che poi abbia utilizzato la compassione suscitata dal ricordo materno per attaccarmi politicamente. Spero che non sia vero. Sarebbe da indignazione pesante». E sotto. «Leggiamolo bene il messaggio dell’amica Catuscia, non vorrei che ci avesse preso tutti in giro utilizzando un ricordo materno». Ieri la consigliera si è detta «preoccupata per il momento che viviamo. In queste ore in molti mi stanno contattando. Li ringrazio per la solidarietà all’offesa gratuita da parte del sindaco. Non volevo dar seguito, ma dopo i commenti suoi e di altri che dirottano il mio post nel campo politico e svuotano il mio cuore di un affetto familiare che ricordo con amore sui social mi vedo costretta a usare un mezzo, la Giustizia. Farò i passi che un cittadino libero può fare per difendere la libertà. Dimostrerò ai furbetti che speculano su un mio pensiero scritto col cuore, cosa che nessuno può impedire, che non si può deformare una mente sana. I manicomi sono chiusi se Dio vuole».
Il segretario provinciale Pd Gesuè Domenico Ariganello esprime a nome del Pd «solidarietà alla consigliera: questa non è la politica», dice. «Alla comunità chiedo il sacrificio di continuare a credere nella politica nonostante le parole di Vivarelli Colonna e di indignarsi con convinzione. Quelle parole non devono passare inosservate, sotto silenzio. Devono essere stigmatizzate con forza».
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