Sicurezza
Macchina fiuta muffa Rivoluzione castagna
Il cinipide è sconfitto ma le piante sono ancora deboli La nuova strategia dei produttori per rilanciare il prodotto
castel del piano. In arrivo, in Amiata, un macchinario “sceglicastagne” o, meglio, “salvamercato”: dividerà in maniera intelligente e automatica le castagne buone da quelle bacate o muffate. Insomma, quella che tradizionalmente si chiama “capatura” dei marroni non sarà più fatta dall’uomo ma da una macchina.
L’Associazione castagna Igp del Monte Amiata, infatti, grazie a un finanziamento della Regione Toscana, ha già le risorse per realizzarla. L’annuncio pubblico è stato dato pochi giorni fa nel corso di un incontro che l’associazione della Castagna Igp Amiata ha tenuto con esperti del settore castanicolo e docenti dell’Università di Viterbo per parlare dello stato dei castagneti amiatini e illustrare le concimazioni che possono essere fatte per rinvigorire le piante messe a dura prova dal cinipide galligeno.
«Il macchinario che abbiamo individuato sarà realizzato dall’azienda Roggi e dal polo tecnologico Certema con sede a Borgo Santa Rita, col supporto scientifico dell’Università di Viterbo – spiega Lorenzo Fazzi presidente dell’associazione castagna Igp – e questo sarà un bel passo in avanti per garantire una commercializzazione del nostro prodotto che negli ultimi anni ha penato a essere ricevuto sul mercato».
L’associazione prova di tutto per far uscire la castanicoltura amiatina dalla crisi profonda in cui è precipitata dopo che i castagneti sono stati infestati dal cinipide: «Adesso l’emergenza cinipide è passata – continua Fazzi – ma i nostri castagni sono indeboliti e attaccati da varie malattie. È nostra intenzione, col supporto degli scienziati, rinvigorire le piante e per farlo stiamo dando le gambe a un progetto».
Ma di cosa si tratta? «Sperimenteremo una concimazione biologica – dice Fazzi –. Abbiamo individuato tre castagneti di un ettaro ciascuno. Ogni particella sarà divisa in due parti: una sarà concimata e una no. Dopo un anno andremo a controllare se nella parte concimata vi sono stati risultati lusinghieri e se le piante si saranno rinforzate». E non solo.
«Faremo anche un esame del compost – dice Fazzi – perché noi siamo contrari a ogni concime che non sia biologico. La partita contro le muffe delle castagne è aperta. Sappiamo con certezza che la presenza di muffe nelle castagne è strettamente collegata al cinipide. Adesso il cinipide sembra fronteggiato, ma le piante continuano a reagire e difendersi producendo, appunto la muffa. Noi vogliamo vedere se è possibile fortificarle e riportarle all’antico vigore. Nel frattempo, però, dato che pensiamo che continueranno per un po’ a produrre castagne bacate e muffate, vogliamo aiutare il lavoro dell’uomo con un macchinario che riesce a leggere dentro alle castagne». — F.B.
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