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Impianti per la differenziata «L’Ato faccia la sua parte»

Giulia Sili
Impianti per la differenziata «L’Ato faccia la sua parte»

Il Comitato per il No ha depositato una mozione al consiglio regionale C’è l’avallo di tutti i gruppi tranne che del Pd. Marras: «Servono emendamenti»

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L’idea è quella di trovare delle nuove prospettive lavorative per i dipendenti di Scarlino Energia, licenziati in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato l’autorizzazione all’esercizio dell’inceneritore della Piana.

La proposta, formulata all’interno di una mozione depositata in Regione Toscana, arriva dal comitato per il No all’inceneritore, presieduto da Mario Monciatti. L’idea si somma al lavoro che già stanno svolgendo i sindaci di Scarlino e di Follonica che, in vista della ricollocazione dei trentasei dipendenti, hanno aperto un tavolo di crisi e hanno da tempo avviato un confronto con le rappresentanze sindacali.

Dopo anni di opposizione alla riapertura dell’impianto il comitato non si è dimenticato dei dipendenti: «Vogliamo offrire ai lavoratori della Scarlino Energia una credibile prospettiva di lungo periodo per mezzo di un progetto industriale credibile ed alternativo all’incenerimento», dicono. La mozione contiene un’idea semplice: tramite il coinvolgimento dell’Ato Rifiuti Toscana Sud e dei sindaci, il comitato chiede la realizzazione di impianti a supporto del recupero di materiali alla raccolta differenziata, capaci di assorbire la manodopera di Scarlino Energia. Non solo: al consiglio regionale viene chiesto anche di non avviare un nuovo procedimento autorizzativo degli impianti.

La mozione è stata proposta a tutti i gruppi consiliari ed è stata sottoscritta da Fratelli d’Italia, Sì Toscana a Sinistra, Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Gruppo Misto e Lega ed è stata è stata depositata. Sarà discussa durante il prossimo consiglio regionale. Sul testo manca però la firma del Pd e non è un caso. La mozione è infatti stata inviata alla maggioranza in consiglio, guidata dal capogruppo Leonardo Marras, soltanto dopo essere stata approvata dagli altri gruppi consiliari. Cosa, questa, che non è piaciuta: «La mozione ci è arrivata già firmata da altri gruppi consiliari ma se si vuole che un indirizzo venga approvato è importante passare dalla verifica della volontà della maggioranza», spiega Marras. Questo non cambierebbe la posizione del capogruppo e del suo gruppo politico in merito alla questione. «L’idea proposta ci può anche piacere – dice Marras – ma certamente ci sono degli emendamenti da fare nel testo della mozione, soprattutto nella parte delle premesse, intrise di politica e argomentazioni sulle quali non siamo d’accordo». Di diversa opinione Monciatti: «In premessa della mozione – spiega – si ricostruisce la storia documentata e oggettiva delle recenti procedure istruttorie autorizzative dell’impianto, condizionate da scelte politiche a favore della filiera dell’incenerimento dei rifiuti anche in condizioni insostenibili e che ha visto l’amministrazione regionale smentita dai risultati del lavoro di tre organi tecnico/giuridici indipendenti e autorevoli». I vari punti da modificare sono oggi al vaglio della maggioranza e verranno discussi durante le prossime riunioni di gruppo. Gli emendamenti verranno poi formulati in sede di consiglio, dove saranno i firmatari della mozione a dover accettare o meno le richieste fatte e non il comitato per il No all’inceneritore, estensore del documento. —

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