Il Tirreno

Grosseto

lezioni obbligatorie a distanza  

Docente di sostegno, il corso è a 150 chilometri

La Flc-Cgil di Grosseto ha incontrato il rettore di Siena per chiedere l’attivazione di un’aula per videoconferenze

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GROSSETO. Il corso per diventare docente di sostegno si terrà ad Arezzo e i corsisti di Grosseto e Siena saranno quasi certamente in difficoltà.

Lo segnalano la Flc-Cgil di Siena e Grosseto che hanno chiesto un incontro con il rettore dell’Università degli studi di Siena, professor Francesco Frati, per esporre «alcune criticità relative all’organizzazione dei corsi per il Tfa sostegno (corso per conseguire la specializzazione come insegnante di sostegno) da parte dell’Ateneo senese. Dalle prime informazioni pubblicate nella pagina web del sito dell’Università, infatti, si evince che i corsi, per i quali è previsto l’obbligo di frequenza, si terranno ad Arezzo». Si tratta di corsi per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado. Il corso (a livello nazionale) è riservato agli insegnanti di sostegno e ai laureati che non sono ancora insegnanti. Nell’area di Grosseto, Siena e Arezzo - spiega il sindacato - ci sono 250 posti disponibili per i corsisti, di cui 50 per la scuola primaria, 100 per le medie e 100 per le superiori. Per queste tre province il corso sarà attivato ad Arezzo. «In occasione dell’incontro, che ci è stato tempestivamente concesso dal rettore e che si è tenuto il 5 marzo scorso – spiega la segretaria provinciale della Flc-Cgil di Siena, Anna Cassanelli – abbiamo evidenziato come questa progettazione crei numerose difficoltà ai corsisti che vengono da Siena e Grosseto, con il rischio che molti potrebbero rivolgersi ad altri Atenei della Toscana, vedi Firenze, raggiungibili agevolmente anche con i mezzi di trasporto pubblici. Abbiamo pertanto richiesto di valutare – prosegue Cassanelli – altre possibili soluzioni tra cui quella di mettere a disposizione un’aula e la tecnologia necessaria per effettuare le lezioni in videoconferenza, rispettando così l’obbligo di frequenza da parte dei corsisti. Il rettore ha mostrato grande attenzione e sensibilità rispetto alla problematica che gli abbiamo esposto e ha garantito che l’Università farà un’attenta valutazione ex post sulla base della distribuzione delle iscrizioni nelle 3 province». In altre parole, l’università deciderà dove approntare l’aula per le videoconferenze sulla base della provenienza del maggior numero di iscritti (Siena o Grosseto). «A nome delle Flc – Cgil di Siena e Grosseto – conclude la segretaria – esprimo la nostra soddisfazione per l’esito dell’incontro e il ringraziamento al rettore per la disponibilità e l’apertura dimostrate». —

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