Gioco
Dieci milioni per il Distretto Rurale. Finanziano i progetti rimasti in standby
La Regione soccorre le imprese lasciate a bocca asciutta dal ministro Centinaio. Bando ad aprile e fondo già operativo
Ci sono 10 milioni di euro per il Distretto rurale della Toscana sud, di cui fanno parte 14 Comuni grossetani, 17 senesi, due aretini, uno livornese, con capofila la Camera di commercio della Maremma e del Tirreno. Le risorse sono destinate a quelle imprese della trasformazione e commercializzazione del settore agroalimentare e agroindustriale che nel 2017 si erano fatte avanti – raccogliendo una sollecitazione della Regione Toscana – e avevano manifestato interesse a presentare al ministero dell’agricoltura un contratto di distretto per lo sviluppo del settore agroalimentare e agroindustriale della Toscana del Sud.
L’antefatto
In quell’occasione – tra l’agosto e l’ottobre 2017 – Firenze aveva spinto per raccogliere e selezionare le progettualità preliminari di un congruo numero di imprese in un tempo ragionevole: per favorire un contratto di distretto con il Mipaaf. Poi, però, i benefici governativi hanno “baciato” altri Distretti del Belpaese. E le imprese della Toscana del Sud sono rimaste a bocca asciutta. Con 10 milioni di risorse fresche (a cui se ne aggiungono altri 5 per la produzione e trasformazione di prodotti agricoli), la Regione oggi va incontro a quegli imprenditori che avevano manifestato interesse.
La tranche con bando
Cinque milioni sono per finanziare progetti di investimento in ricerca e sviluppo già presentati a Roma (Decreto ministeriale 60690/2017), compatibili con la programmazione regionale. A metà aprile uscirà il bando della Regione che renderà operativa la misura. «Sono risorse importanti per il territorio e le sue imprese – dice l’assessore toscano alla attività produttive Stefano Ciuoffo – Si tratta di un intervento in linea con la strategia di ricerca e innovazione inserito del Por Fesr 2014-2020. Puntiamo a finanziare i progetti legati alle priorità tecnologiche come Ict, fotonica, fabbrica intelligente, chimica e nanotecnologie». Non finisce qui.
Il fondo rotativo
Per le imprese del Distretto che si erano fatte avanti nel 2017 e sono rimaste in standby c’è anche un’altra chance già a regime: gestito da Toscana Muove, è infatti operativo dal 1° marzo un fondo rotativo per la concessione di prestiti con procedura a sportello per investimenti coerenti con priorità tecnologiche e premialità per Industria 4.0; le domande, dunque, possono essere già presentate a Fidi Toscana, intermediario finanziario della Regione che agevola l’accesso al credito.
Gli aiuti: vademecum
Gli aiuti saranno contributi in conto capitale a fondo perduto e il valore massimo (in percentuale rispetto al costo ammissibile) è in funzione dalla dimensione dell’impresa: micro e piccola impresa 40%, media 30%, grande 20%. Saranno ammissibili le spese per: personale, strumenti e attrezzature, fabbricati e terreni, brevetti, servizi di consulenza... I progetti potranno avere una durata massima di 24 mesi. C’è l’obbligo di mantenere l’occupazione per tutta la durata del progetto, pena la revoca del contributo in misura proporzionale alla riduzione dei livelli occupazionali.
L’appello
«La Regione ha dimostrato da subito di credere nel progetto del Distretto – commenta Leonardo Marras, capogruppo Pd in Regione Toscana. La stessa attenzione c’era stata da parte del ministro Maurizio Martina poi, dall’insediamento del nuovo esecutivo si sono perse le tracce dei distretti del Cibo. Mi appello ai rappresentanti maremmani in Parlamento affinché si attivino per recuperare la richiesta di adesione del Distretto agroalimentare della Toscana del sud che, probabilmente, è sepolta da qualche parte al Mipaaf». —
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