Il Tirreno

Grosseto

uno spazio da riabitare 

Condominio di lusso, ostello o polo fieristico Le idee per il futuro

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grosseto. Costruito nel 1884, il carcere di Grosseto si trova in centro storico, davanti al Cassero, e a dispetto dell’età appare un edificio storico di grande fascino.

Il primo a ipotizzare una nuova destinazione d’uso, qualora Stato e Comune decidessero di costruire un nuovo carcere altrove, è stato l’ex sindaco Emilio Bonifazi. «Penso – disse Bonifazi – che il palazzo possa essere valorizzato con edilizia privata di pregio». Una scelta che avrebbe portato un po’ d’ossigeno alle casse comunali. Già all’epoca tuttavia in tanti sognavano invece di vederci realizzato un museo. La stessa direttrice del carcere nel 2016 cullò l’idea e anche l’allora presidente di Fondazione Grosseto Cultura, l’architetto Giuseppe Chigiotti, prospettò un futuro ampliamento dell’adiacente Museo di Storia naturale proprio nell’attuale carcere.

La trasformazione in un ostello della gioventù, struttura che ancora manca in città, è stata invece l’ipotesi dei giovani architetti – studenti e neolaureati – delle università di Firenze e di Pescara che nel 2015 si fermarono circa una settimana a Grosseto per un workshop didattico organizzato dalla Scuola dell’Abitare dell’architetto Edoardo Milesi, in collaborazione con Il Tirreno. L’obiettivo era immaginare una riqualificazione del centro storico e dei suoi edifici non o poco utilizzati.

Di recente per il carcere di via Saffi è stata avanzata anche l’ipotesi di farci una sala convegno o un polo fieristico. L’idea è dell’architetto Alessandro Innocenti, lanciata l’anno scorso durante “Cap 58100 - Piazze N(u)ove”, gli incontri del Tirreno e di Clarisse Arte. —

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