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tribunale 

Morì a 22 anni sull’Aurelia Archiviazione per 4 indagati

Pierluigi Sposato
Morì a 22 anni sull’Aurelia Archiviazione per 4 indagati

Omicidio colposo: prosciolti autista, responsabile manutenzione e datori di lavoro Il gip dispone però l’apertura di un fascicolo nei confronti del carabiniere del 112

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Il 7 settembre 2017, sull’Aurelia, al km 160, intorno alle 5.30 il furgone Ford condotto da Muamer Sulemanovski, 22 anni, macedone abitante a Santa Fiora, si era schiantato contro un camion di Sei Toscana fermo sulla carreggiata per un guasto all’impianto dei freni. Sulemanovski stava trasportando giornali. Era morto. La Procura aveva chiesto l’archiviazione per tutti gli indagati per omicidio colposo. La famiglia si era opposta. Il gip Sergio Compagnucci ha accolto la richiesta del pm ma ha disposto l’apertura di un fascicolo con l’ipotesi di omissione di ufficio nei confronti del carabiniere della centrale del 112 che, pur avendo ricevuto la richiesta di soccorso intorno alle 5, non avrebbe preso iniziative per oltre mezz’ora.

Procedimento dunque chiuso nei confronti di Marco Chiello, il conducente del camion in panne (avvocato Riccardo Lottini), Sergio Trucco, datore di lavoro del conducente del camion (avvocato Iris Milano), Leonardo Canzonetti responsabile della manutenzione mezzi (avvocato Massimiliano Arcioni), e Sadat Ibraimovski datore di lavoro della vittima (avvocato Carlo Canaccini).

Il giudice ritiene che, dalla consulenza dell’esperto del pm, l’ingegner Andrea Guidetti, non si può raggiungere una conclusione certa sul motivo per il quale il furgone non era riuscito a evitare l’autocarro: mancano frenate o sterzate, possibili un momento di distrazione, un colpo di sonno, un malore. Inverosimile un malfunzionamento dell’impianto frenante (Muamer avrebbe provato a sterzare).

Chiello, poi, non avrebbe potuto - stante la natura del guasto - spostare l’autocarro di Sei. Aveva avvertito le forze dell’ordine, aveva acceso le luci di posizione, al 112 aveva detto di aver acceso le quattro frecce, non c’era l’obbligo di mettere il triangolo.

Per quanto riguarda ancora il mezzo rimasto fermo, la consulenza del pm ha accertato che questo era stato sottoposto a vari controlli e riparazioni tra il novembre 2016 e l’agosto 2017. Tutti questi interventi potrebbero lasciar dubitare sull’affidabilità del mezzo. Tuttavia, secondo il gip, «la frequenza delle riparazioni può essere interpretata anche come elemento a favore degli indagati, in quanto dimostra che gli stessi sottoponevano con diligenza il mezzo alle necessarie attività di manutenzione». Dunque nessuna responsabilità per Trucco e Canzonetti.

Nessuna responsabilità nemmeno per Ibraimoski, datore di lavoro della vittima, anche perché l’incendio che aveva interessato i due mezzi nel piazzale dove erano in custodia ha impedito ulteriori accertamenti.

Il gip si sofferma invece sul carabiniere che ricevette la notizia della presenza del veicolo fermo sull’Aurelia, alle 5.09. Alla centrale era poi arrivata la telefonata che era avvenuto l’incidente: erano le 5.34. In quel lasso di tempo, nota il gip, una delle pattuglie era disponibile e distante tra i 15 e i 25 km. Non ci sono elementi (perché si tratta di calcoli probabilistici) per stabilire un nesso tra la condotta omissiva del militare e l’incidente. Però secondo Compagnucci occorre indagare per verificare se il carabiniere abbia agito non per dimenticanza ma per scelta volontaria, come gli elementi in possesso farebbero presupporre. —

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