Sicurezza
Miasmi al rione, volano stracci tra Benini e Scarlino Energia
La società: «Ci cita infondatamente». Il sindaco: «Non siete il mio chiodo fisso» E i cattivi odori sono stati il tema-principe di un incontro coi cittadini al Cassarello
Il primo incontro di Andrea Benini per un “Caffè con il sindaco” è stato (ieri pomeriggio) con gli abitanti di Cassarello, il quartiere che sta lamentando gli effetti di miasmi.
«L’odore è persistente la mattina alle sette e certe volte anche la sera – ha detto una residente intervenuta all’incontro che si è svolto al Bar Cassarello – ed è chiaro che gli odori provengono da Campo Cangino dove si trova il depuratore». «In estate – ha aggiunto una commerciante – stiamo spesso con le finestre chiuse perché l’odore è molto forte».
Il sindaco ha colto l’occasione per spiegare, punto per punto, tutte le azioni messe in campo fino ad ora, dal monitoraggio fatto nel 2015 per capire l’origine degli odori fino agli interventi fatti da Tioxide per un totale di 6 milioni di euro, passando per i lavori sulle fognature. «L’acquedotto del Fiora – ha spiegato Benini – ci ha più volte fatto sapere che l’impianto che ha in gestione sta funzionando regolarmente e che non sono state registrate anomalie ma è nostra ferma intenzione arrivare in fondo a questa storia».
La questione dei miasmi nel quartiere di Cassarello ha dato adito ad un’altra polemica con l’azienda Scarlino Energia. L’argomento è stato tirato in ballo durante un botta e riposta tra il sindaco e il candidato del centrodestra Massimo Di Giacinto. Il primo cittadino, cercando di definire l’origine dei cattivi odori percepiti nel quartiere di Cassarello, aveva parlato di una serie di concause e, tra queste, erano presenti anche le aziende del polo chimico di Scarlino. Scarlino Energia non ha però gradito le parole di Benini e non ha mancato di entrare a gamba tesa nella bagarre elettorale: «Benini – dice l’azienda – cita Scarlino Energia, insieme ad altri, tra i responsabili dei miasmi al quartiere Cassarello. Eppure il sindaco dovrebbe sapere, visto che è stata una sua precisa responsabilità, che il nostro impianto è chiuso da tre anni e che negli ultimi dieci anni ha lavorato appena ottocento giorni». E incalzano: «A che titolo il primo cittadino ci cita ancora e infondatamente tra i responsabili del cattivo odore quando questo è presente e persistente indipendentemente dal fatto che noi siamo o non siamo in esercizio?» .
«Come ho detto più volte – ha replicato Benini – i miasmi al Cassarello sono dovuti a una serie di concause, tra cui, innegabilmente l’attività dell’area industriale. Forse occorre ripercorrere gli eventi accaduti negli ultimi anni, a partire dalla relazione di Arpat sulle maleodoranze nella zona di Cassarello del 2015. In estrema sintesi – continua Benini – Arpat sostiene che gli odori che interessano Follonica abbiano origine diversa, ed è possibile ricondurli a tre principali sorgenti: l’area industriale; il sistema fognario; i fossi che ricevono reflui domestici». E Benini continua: «Per ciò che riguarda Scarlino Energia – dice – oggi il problema non si pone in quanto l’impianto è stato chiuso. Per quanto riguarda il sistema fognario, il Comune, come è noto, ha avuto una serie di interventi. Questo per ribadire che le azione messe in campo non risalgono a questi ultimi mesi di legislatura ma riguardano un intera legislatura». E conclude: «Scarlino Energia – sottolinea il sindaco – non è un mio chiodo fisso; al contrario sembra che l’azienda abbia una sorta di ossessione compulsiva per la mia attività amministrativa». –
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