Il Tirreno

Grosseto

il centro di simulazione 

Gli istruttori rispondono all’Opi «Già aperti ad altre specializzazioni»

Dopo l’appello del presidente Nicola Draoli, i formatori spiegano: «Se esiste un nuovo progetto regionale, siamo  disponibili al confronto»

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grosseto. Pochi giorni fa, il presidente dell’Ordine degli infermieri Nicola Draoli aveva lanciato un appello affinché il centro di simulazione di Grosseto fosse aperto anche a contesti diversi rispetto a quello dell’emergenza. Appello al quale oggi rispondono i medici Paolo Pisanelli e Luca Bertacca, entrambi istruttori di simulazione certificati presso enti nazionali e internazionali. «Svolgiamo già da anni attività formativa anche in ambiti diversi dall’emergenza e con sensibile coinvolgimento di professionisti che operano in altri settori sanitari (materno-infantile, area medica, area critica) – dicono – Abbiamo da sempre dato la nostra disponibilità a far crescere istruttori in simulazione medica anche in altri contesti diversi dall’emergenza come è già avvenuto con successo per la rianimazione, la medicina, la pediatria, la neonatologia e il rischio clinico a Grosseto».

Una metodica, quella della simulazione, eccellente per l’apprendimento dell’adulto. «Ma deve essere applicata correttamente da personale esperto - spiegano i due formatori - perché diversamente potrebbe addirittura arrecare danni ai partecipanti, qualora fosse applicata superficialmente. Per questo motivo abbiamo sempre proposto che fosse il nostro gruppo di esperti, così come giustamente ci riconosce il dott Draoli, a condurre un’ attenta espansione della metodica in azienda in tutti gli altri contesti, come per esempio le chirurgie e la ginecologia-ostetricia».

Ai due istruttori, le parole di Draoli circa alla mancata risposta rispetto al suo appello di apertura ad altri ambiti è arrivato come un fulmine a ciel sereno. «Abbiamo sempre dichiarato all’azienda totale disponibilità - dicono - ma ancora oggi ignoriamo quali siano le interlocuzioni sia politiche che tecniche di cui si parla in quell’appello. Vogliamo chiarire, inoltre, che il nostro centro fa parte della rete regionale pediatrica che fa capo al Meyer e che i progetti di simulazione mobile avanzata che a Grosseto hanno luogo derivano da progetti pilota creati e portati avanti dai nostri professionisti a Firenze con la partnership americana della scuola di Harvard. Per questo i nostri professionisti sono già ben riconosciuti a livello regionale. Ovviamente siamo ben disponibili a parlare di “progetto di respiro regionale”: è stato ideato un nuovo progetto o forse già presentato?. Nel caso, noi non siamo mai stati contattati. Quello che ci interessa è ribadire la nostra disponibilità». —

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