Toscana
Due figli disabili e nessun aiuto «Abbandonati dalle istituzioni»
Il Comune aveva prospettato alla donna una casa famiglia con i due ragazzi: «Hanno una routine particolare, non posso accettare questa offerta»
grosseto. Due figli piccoli, entrambi con gravi problemi di salute, lo sfratto, «la mancata assistenza da parte delle autorità»: una situazione di disagio che una donna ha voluto mettere nero su bianco in un esposto presentato alla Procura di Grosseto, nel quale punta il dito contro diverse istituzioni, dall’Asl alla Regione Toscana arrivando all’ufficio scolastico, perché ognuna di esse ha mancato di dare il supporto a questa famiglia. Ma non solo. «È da dicembre che abbiamo chiesto un incontro al sindaco per illustrargli la nostra situazione, ma non ci ha mai voluto ricevere», dice la donna.
Il sindaco è quello di un comune del sud della Maremma, del quale omettiamo il nome per tutelare la privacy dei due minori coinvolti in questa triste vicenda. Due minori con problemi di salute: il più grande, otto anni, è seguito per un ritardo del linguaggio espressivo e difficoltà emotivo-comportamentali, come ha attestato un neuropsichiatra; il più piccolo, che di anni ne ha sette, è affetto da autismo.
Ed è proprio quest’ultimo che ha portato l’ufficio scolastico a rientrare nella denuncia. «Non è mai stato stilato il piano educativo individualizzato, obbligatorio per la gestione di questi casi», riporta la denuncia, con la donna che lamenta anche il continuo ricambio delle educatrici del figlio, che non gli ha garantito quella costanza che la sua condizione, a detta della madre, avrebbe richiesto. «Speravamo che frequentando la scuola ci sarebbero stati dei miglioramenti, ma così non è stato», dice la donna.
A questi problemi, stando alla denuncia, ne sono seguiti altri collaterali, come quelli che riguardano l’Asl, «che non ha mai dato seguito alla terapia prevista per mio figlio per cui abbiamo già presentato ricorso», continua la madre; o come la Regione Toscana, che ha atteso oltre un anno per versare a questa famiglia il contributo di 700 euro previsto per questi casi. «Abbiamo fatto la domanda nel maggio 2017 ma il contributo ha iniziato ad arrivare solo a luglio dell’anno scorso – continua la donna – Con i soldi arretrati che ci spettavano, forse ora non saremmo in queste condizioni». Già, perché al peggio non c’è mai fine.
A causa delle spese mediche sostenute per i due piccoli, i genitori non sono riusciti a pagare l’affitto dell’ultimo anno e il padrone di casa gli ha imposto lo sfratto.
Il Comune di riferimento ha proposto una casa famiglia, ma la donna ha rifiutato in quanto «i miei figli hanno una routine particolare che non può essere interrotta, come sostengono anche gli psichiatri».
Una situazione complessa insomma, per cui questa famiglia chiede aiuto. «Non sappiamo come fare per poter andare avanti», conclude sconsolata la donna. «Al momento non abbiamo neppure il riscaldamento a casa e dobbiamo arrangiarci con una stufa elettrica: quando si dice la ciliegina...». —
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