La manifestazione
Reddito di cittadinanza, non c’è assalto Il Caaf elimina le code con l’appuntamento
Da ieri si può fare domanda per avere il beneficio. Cgil: «Ma ancora non si sa per quali esigenze si potrà usare il sussidio»
Paventato e atteso, l’assalto agli uffici postali – ma anche ai Caf –non c’è stato. Il reddito di cittadinanza, la misura di sostegno economico messa sul piatto dal vicepremier Luigi Di Maio, è entrata a regime, ieri, senza scossoni: e da ieri è possibile presentare domanda per ottenere il beneficio. Eppure a Grosseto – come in molte città italiane – si era temuto il caos per il giorno “X”. Tant’è che la prefetta Cinzia Torraco il 25 febbraio aveva convocato un vertice con forze dell’ordine e istituzioni civiche perché si prevedeva che il via libera alle candidature si sarebbe trasformato in «un problema di ordine pubblico». E invece no, ma c’è un motivo: «Oggi (ieri per chi legge, ndr) non è un click-day» dice Andrea Ferretti, segretario organizzativo di Cgil Grosseto.
poste deserte
Grosseto, 6 marzo, piazza della Vasca: sono le 8.10 quando Il Tirreno arriva di fronte alle Poste centrali; manca una decina di minuti all’apertura degli uffici e davanti al portone ci sono cinque persone: «Siamo tutti in attesa di dare – dicono mostrando i bollettini di pagamento – Non c’è nessuno che prende. Andate in periferia...». Il Tirreno si reca alle Poste di via Rovetta a Barbanella, poi agli uffici postali di viale Repubblica Dominicana, alla Cittadella: stesso film, normale routine. Nessuna coda. Non resta che varcare la soglia della Cgil per misurare la temperatura che arriva dal loro Caaf.
«ci siamo organizzati»
Cgil, che nei propri archivi ha 1.900 cittadini con Isee al di sotto della soglia di 9.360 euro (uno dei requisiti per poter richiedere il beneficio, ma non l’unico) ha ricevuto da tutta la Provincia 250 prenotazioni di persone potenzialmente interessate al Rdc: «Ma non ci sono file – spiega Ferretti – perché a ciascuno abbiamo assegnato un appuntamento». Il Caaf Cgil e ormai tutti i centri di assistenza fiscale sono diventati delle “macchine da guerra” e gli impiegati sono abituati a gestire pesanti carichi di lavoro concentrati in poche settimane, basti pensare all’incombenza del 730 «che quest’anno partirebbe dal 1° aprile – dettaglia Ferretti – ma noi abbiamo cominciato con l’attività fiscale un mese prima proprio perché si somma a quella per il Rdc». «È presumibile, inoltre – aggiunge Ferretti – che le persone abbiano preferito rivolgersi ai Caf, che lavorano su appuntamento, piuttosto che agli uffici postali già oberati dalle gestione delle pensioni».
i dubbi
Di aspetti da chiarire sul Rdc ce ne sono ancora molti, anche perché la norma – quella che dettaglia l’operatività della misura – ancora non c’è. «Per esempio – spiega Ferretti – abbiamo un modello di domanda che non sarà quello definitivo; non sappiamo a chi il cittadino, che per il Rdc non ha patrocinio dal Caf, dovrà ricorrere nel caso in cui la richiesta venga respinta; né è stato ancora precisato per quali spese si potrà impiegare il sussidio». –
Altri servizi alle pagine 2 e 3
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
