Gioco
Dopo gli insulti razzisti pace fatta tra società «Collegati a un singolo»
Il presidente del Campagnatico si dissocia a nome della sua compagine dalle offese rivolte a un giovane giocatore africano «Siamo andati a cena insieme»
campagnatico. Il parapiglia che ha portato alla momentanea sospensione della partita tra Campagnatico e Paganico, lunedì scorso, si è risolto nel giro di pochi minuti. Non solo sul campo, ma anche fuori, visto che i giocatori di entrambe le formazioni si sono seduti attorno allo stesso tavolo per cena dopo la sfida, terminata 1 a 1.
Gli insulti razzisti partiti da un tesserato e rivolti a un giocatore di colore della squadra del Paganico restano un episodio da collegare al singolo, ma nulla hanno a che fare con la società, i giocatori e tutto l’ambiente del Campagnatico.
«Prima di tutto – dice il presidente del Campagnatico Uisp, Paolo Volpe – occorre precisare che questa società si dissocia da qualsiasi comportamento razzista sia in campo sia fuori dal campo, così come si dissocia da comportamenti violenti, offensivi e antisportivi da chiunque posti in essere».
La dimostrazione di quanto detto da Volpe arriva anche di quel che è accaduto anni fa, quando la squadra U. s. Campagnatico (che disputa la Terza Categoria) fu l’unica società in Maremma a organizzare un’amichevole ad Amatrice riuscendo a donare circa 5mila euro alle popolazioni terremotate.
Una solidarietà che vuol essere difesa dopo quel che è accaduto lunedì sera, durante la partita valida per il campionato Uisp, disputata a Campagnatico.
Partita sospesa momentaneamente per un piccolo parapiglia che è nato dopo alcuni insulti che un tesserato Uisp per un’altra società ha rivolto nei confronti di un giocatore del Paganico, che hanno fatto scattare l’allenatore della squadra ospite.
Il diverbio è arrivato a fine gara, durato pochi minuti, con la calma riportata subito dopo, anche tra il tesserato e l’allenatore, che già si conoscevano tra di loro.
Chiarimento che ha fatto propendere il direttore di gara a non tener conto di quanto avvenuto, con il benestare placido di entrambe le squadre, dato che la questione si è risolta immediatamente nel modo più cordiale possibile.
Ecco perché Volpe rispedisce tutte le accuse mosse da un giocatore del Paganico al mittente definendole «infondate», come dimostra quel che è accaduto a partita finita.
«A fine partita alcuni dirigenti e alcuni giocatori del Paganico hanno tranquillamente condiviso con noi una cena nel pieno spirito sportivo che peraltro ancor più contraddistingue chi pratica e con fatica organizza il calcio amatoriale – conclude il presidente del Campagnatico – Alla cena era presente anche il direttore di gara». —
Alfredo Faetti
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