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Turismo sportivo verso lo sviluppo grazie alla trota macrostigma

F.B.
Turismo sportivo verso lo sviluppo grazie alla trota macrostigma

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SANTA FIORA. Santa Fiora scommette sul turismo sportivo legato alla trota macrostigma, una biodiversità conosciuta già nel 1400 da papa Pio II Piccolomini.

Il progetto di ripopolamento di questa specie ha avuto successo e a breve nell’Alto Corso del Fiora si potrà presto pescare questa particolare trota. A breve si schiuderanno le prime uova fecondate nel 2019 nell’incubatoio di Santa Fiora in seno al progetto Trota Macrostigma. Gli avannotti, così si chiamano i piccoli, saranno liberati nell’alto corso del fiume a maggio, quando sono ormai pronti per l’ambiente naturale. Grazie al successo del progetto di ripopolamento messo in campo dall’Unione dei Comuni Amiata Grossetana con il contributo della Regione e del Comune di Santa Fiora, questa specie autoctona un tempo a rischio di estinzione in Italia, non solo tornerà a ripopolare i fiumi dell’Amiata ma si potrà addirittura pescare: nella parte apicale del Fiora, infatti, sarà istituita una zona di pesca a regolamento specifico (Zrs), con tutta probabilità entro il 2019, dove si potrà pescare la macrostigma senza pregiudicarne la diffusione e il numero.

Al tempo stesso, negli altri tratti del Fiora a monte della Zrs e nei suoi affluenti, la trota magrostigma sarà a protezione totale con divieto di pesca. «Si tratta di un risultato straordinario dal punto di vista ambientale che avrà effetti positivi anche sul turismo di settore – sottolinea il sindaco Federico Balocchi – Realizzeremo, infatti, a Santa Fiora il primo no kill italiano completamente gestito a trota macrostigma, dove i ripopolamenti verranno fatti solo con questa specie. L’istituzione di una zona di pesca a regolamento specifico sarà interessante non solo per i pescatori locali: riteniamo che possa diventare un’attività estremamente attrattiva anche per il turismo alieutico, essendo il nostro un esempio unico in Italia. Per questo, invitiamo all’assemblea non solo i pescatori santafioresi e amiatini interessati, ma anche le associazioni di pesca sportiva, le associazioni e gli operatori turistici locali». L’assemblea si terrà in questo mese.

«Nella Peschiera di Santa Fiora quest’anno la produzione è stata notevole – commenta Davide Franceschelli, consigliere comunale con delega all’ambiente e alla forestazione – circa 200mila uova che si stando schiudendo. Un tempo la trota macrostigma era molto diffusa sull’Amiata, poi è diventata una delle specie a rischio di estinzione in Italia. La produzione 2019 servirà per consolidare i punti più remoti di questo areale e rifornire la Peschiera di nuove trote fattrici. Il 25 febbraio, in occasione dell’ultima data prevista per la fecondazione delle uova di trota macrostigma, nella Peschiera, sono stati ospiti attivi della struttura gli studenti del master universitario in Gestione e conservazione dell’ambiente e della fauna dell’Università di Parma, che tra l’altro dirige il progetto attraverso il suo spin off accademico Gen Tech».

Santa Fiora sta conseguendo il nulla osta per la diffusione degli avannotti in altri corsi dell’Amiata a partire dal prossimo anno, rimettendo in funzione l’incubatoio gemello di Arcidosso. «Rispetto alla trota iridea e alla trota fario – chiude Franceschelli – che non sono originarie dei nostri corsi d’acqua, la macrostigma essendo tipica dei fiumi mediterranei riesce a completare il proprio ciclo vitale nei nostri torrenti». — F.B.

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