Il Tirreno

Grosseto

verso il fallimento  

Si gonfia il debito di Coseca, i Comuni rispondono picche E c’è chi ci perderà

Enrico Pizzi

2 MINUTI DI LETTURA





grosseto. I Comuni, capoluogo in testa, non finanzieranno il debito di Coseca, aumentato di circa 550mila euro in seguito a due sentenze. La società partecipata dai Comuni della Provincia di Grosseto, che gestiva il servizio dei rifiuti prima della nascita di Sei Toscana, è in liquidazione e si avvia verso il fallimento con la prospettiva per i creditori di incassare meno della metà dei propri crediti che ammontano a circa un milione e 200mila euro.

A far lievitare una situazione debitoria già significativa di una società che è ormai una scatola vuota, ci sono due sentenze: una del giudice del lavoro di Grosseto e una della Corte di Cassazione. La prima è relativa a un contenzioso con l’Inail, seguito a un incidente mortale sul lavoro, che pesa sul Coseca per oltre 45mila euro; la seconda è relativa a un accertamento da due milioni di euro, da parte dell’Agenzia delle Entrate che aveva contestato il mancato pagamento di Iva, Irpeg e Irap, debito che la sentenza della Cassazione ha ridotto a circa 500mila euro.

L’8 novembre all’assemblea dei soci il liquidatore Andrea Bambini aveva proposto che i Comuni soci finanziassero, in proporzione alla propria partecipazione societaria, i circa 700mila euro di differenza tra debiti e crediti della società che ammontano a circa 560mila euro. I Comuni, però, forti del decreto Madia che impedisce agli enti locali di intervenire economicamente nelle partecipate se queste ultime hanno chiuso in passivo gli ultimi i tre bilanci, hanno risposto picche. Il primo è stato il Comune di Castiglione della Pescaia, la cui delibera, approvata lo scorso anno, ha fatto scuola. E l’ultimo, nei giorni scorsi, è stato il Comune di Grosseto, che ha il 31, 5% delle quote di Coseca, avrebbe dovuto tirare fuori 221mila euro, e ha deliberato di non pagare.

«Il punto è – spiega l’assessore alle partecipate Giacomo Cerboni – che in passato si è fatto ricorso contro gli accertamenti di Inail e Agenzia delle Entrate senza prevedere accantonamenti nel caso in cui gli organi giurisdizionali avessero dato torto a Coseca. Ora si apre la strada del fallimento della società, anche se è previsto il tentativo di verificare la percorribilità di procedure alternative. In ogni caso, con buona pace dei creditori, a partire dalle Entrate che vantano un credito di oltre 500mila euro, così come il Comune di Civitella Paganico che, dopo l’Agenzia delle Entrate, è il maggior creditore e deve ancora deve incassare da Coseca fatture per oltre 490mila euro per il conferimento dei rifiuti nella discarica di Cannicci». –

Enrico Pizzi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web