Italia
Mucchi di rifiuti e un fetore insopportabile «Costretti a vivere nel palazzo discarica»
Famiglie esasperate chiedono soluzioni. Nel 2017 il sindaco aveva emesso un’ordinanza urgente ma nulla si è risolto
GROSSETO. In giardino c’è un’auto riempita di cartoni e rifiuti. Sporcizia è seminata nel condominio, sul terrazzo o nel cortile, vista strada. Un fetore aggredisce appena varcata la soglia del palazzo e lungo le scale, ma lo si avverte anche da fuori. A Grosseto, nella zona delle Regioni, vive un “accumulatore seriale” che fa vivere da tempo i condòmini – come lamentano loro – «a vivere tra la sporcizia e una puzza insopportabile. Un degrado non solo fastidioso a vista e olfatto ma anche malsano da un punto di vista igienico-sanitario». La situazione si trascina da anni, irrisolta nonostante le continue proteste degli abitanti – documentate con Pec al Comune – l’intervento della municipale, un’ordinanza sindacale e i tentativi di aiuto da parte degli operatori del Coeso, che spesso non riescono a intervenire.
Il 6 ottobre 2017 il sindaco ha emesso un’ordinanza per la “bonifica igienico-sanitaria”, ma evidentemente non è bastata. Risale a settembre 2017 la prima mail degli abitanti al primo cittadino che fa seguito «alle innumerevoli chiamate al comando della Municipale per segnalare il grave caso di degrado e insufficienza di igiene, telefonate che purtroppo non hanno comportato alcun esito». Già all’epoca la richiesta al sindaco è stata quella di “provvedere alla bonifica e igienizzazione”. A giugno 2018 parte una Pec al sindaco. «Facendo seguito alle telefonate intercorse con la sua segretaria – è scritto – alle informative della polizia municipale, alla sua disattesa ordinanza nonché all’intervento odierno del 118, della municipale, dei vigili del fuoco e del Coeso di fronte alla gravissima situazione igienico-sanitaria mai risolta dell’appartamento, le chiediamo di intervenire lei prontamente, affinché coloro che abitano nella palazzina siano garantiti in termini di igiene, salute e decoro». Altra mail rinforza la richiesta a fine giugno 2018. Gli abitanti esasperati chiedono un intervento urgente e risolutivo (mai arrivato), segnalando pure una situazione di potenziale pericolo legata allo “stoccaggio” di materiale «infiammabile come carta e cartoni, due bombole, libri che non sono stati rimossi etc». La questione non accenna a risolversi e a febbraio del 2019, «facendo seguito alle numerose segnalazioni rivolte nel corso degli ultimi due anni in merito alla situazione ormai nota della pericolosa ed esasperante situazione di degrado nonché dell’accumulo di rifiuti e materiali anche pericolosi negli spazi condominiali (corte, lastrico solare e sottotetto condominiale, terrazza al secondo piano, visibile anche dalla strada)», si chiede nuovamente «di risolvere una volta per tutte e con estrema urgenza una situazione non più tollerabile». Sono coinvolte diverse famiglie.
La situazione è nota ai servizi sociali, ma perché non si risolve? «Nel sociale non esistono interventi obbligatori – dice Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso – e quindi, se non ci sono indicazioni in questo senso da parte di un’autorità, il Tribunale ad esempio, o un’ordinanza del sindaco, non è possibile costringere un cittadino ad accettare determinate prestazioni. La vicenda raccontata dal Tirreno è sicuramente di profondo disagio e, per risolverla, servono un complesso di azioni che devono però avere il consenso dell’interessato. Il servizio sociale professionale ad ogni modo sta monitorando ed effettuando tutti gli interventi possibili e consentiti. Speriamo di riuscire a migliorare questa situazione perché oltre al disagio, comprensibile, per i vicini di casa, mette in pericolo la salute della persona». In realtà l’ordinanza c’è e anche il Comune (v. a fianco) sostiene di aver fatto tutto quello che poteva fare, ma perché nulla si risolve? Gli abitanti sono esasperati al punto che «se nessuno si muove - dicono - saremo costretti a prendere un camioncino a nostre spese e rimuovere noi una sporcizia che non è più tollerabile». — El. Gi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
