Mai più bimbi lasciati in auto Alle Mimose sbarca Camillo
L’applicazione sviluppata da due follonichesi sarà attivata all’asilo comunale La maestra farà l’appello e comunicherà l’assenza direttamente ai genitori
FOLLONICA. Camillo, il nuovo sistema informatico che combatte l’amnesia transitoria dissociativa tramite un sistema di allerta, è stato adottato dal Comune di Follonica. L’App è stata sviluppata dai follonichesi Martino Chiti e Fabrizio Svicher e serve a controllare le presenze dei bambini al nido d’infanzia comunale. Il nido d’infanzia comunale le Mimose, la scuola che accoglie i bambini più piccoli, dal 1 gennaio, come previsto dalle prescrizioni regionali dirette a prevenire i casi di abbandono involontario dei minori in auto oppure sui bus scolastici, ha avviato il sistema di rilevazione delle presenze giornaliere e comunica alle famiglie le assenze che non sono state precedentemente segnalate.
«La nostra Regione – dichiara il sindaco Andrea Benini – è stata la prima in Italia ad apportare le modifiche al regolamento dei servizi educativi che consente la rilevazione quotidiana delle presenze dei bambini nei vari servizi come i nidi d’infanzia, gli spazi giochi e gli asili, comunicando l’eventuale assenza della famiglia e sta elaborando un sistema di rilevazione che potrà essere esteso e adottato da tutte le strutture del nostro territorio, ma che al momento non è ancora disponibile e non lo sarà in tempi veloci». «Ecco perché – continua il sindaco – abbiamo avvertito la necessità di adottare con urgenza un sistema di rilevazione delle presenze informatizzato, che consenta di adempiere con sollecitudine al dettato normativo e quindi in grado di garantire un immediato standard di sicurezza e di tutela della salute dei bambini».
L’App contrasta quello che viene definito il fenomeno del blackout temporaneo della mente: falsi ricordi che, nella caotica routine di tutti i giorni, fanno credere di avere già completato alcune azioni quotidiane. Tra queste, c’è anche quella di avere portato, come tutti i giorni, il bambino a scuola anche se non è avvenuta. Camillo è gestito dalla scuola: la maestra fa l’appello in classe utilizzando lo smartphone (ma anche il tablet o il computer) e segna via via le assenze e le presenze dei bambini. Se da casa, sempre tramite l’App, il genitore ha comunicato l’assenza del figlio, tutto risulta regolare, se invece l’assenza è ingiustificata dopo un quarto d’ora Camillo inizia automaticamente a telefonare alla lista di contatti forniti in precedenza dalla famiglia. L’applicazione chiama uno dopo l’altra tutte le persone della lista: «Ciao, sono Camillo, il bambino non è a scuola» comunica una voce registrata.
Se il genitore è consapevole dell’assenza, perché semplicemente si è dimenticato di comunicare il fatto alla scuola, si devono seguire le istruzioni della voce registrata e si bloccano automaticamente le chiamate che seguirebbero a cascata, se invece l’abbandono c’è stato il genitore se ne rende conto e può correre a salvare il bambino ovunque si trovi. «Carichi di lavoro – conclude Benini – comprensibili attenzioni riservate a situazioni urgenti, non possono garantire uno standard immediato di tutela e di sicurezza del bambino, della famiglia e delle stesse educatrici; con l’adozione di questo sistema vogliamo semplificare le incombenze delle educatrici e garantire la serenità di tutti i genitori che affidano loro i propri bambini». Non solo: Camillo segnala anche cosa e quanto ha mangiato il bambino, se ha dormito, chi lo accompagna a scuola e chi va a riprenderlo. Le maestre hanno poi a disposizione una scheda personale dove sono inseriti tutti i dati dei bambini che sono così più tutelati. — Giulia Sili
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
