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Grosseto

le primarie del pd 

Zingaretti ha perso soltanto a Ribolla e a Fonteblanda In settemila al voto

Gabriele Baldanzi
Zingaretti ha perso soltanto a Ribolla e a Fonteblanda In settemila al voto

Il nuovo segretario scelto dal 59 per cento degli elettori Ariganello: «Affluenza al di sopra delle aspettative»

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Il dato definitivo delle primarie grossetane racconta di 7.203 elettori, per 7. 158 voti validi così suddivisi: 4.254 Nicola Zingaretti (59,3%), 1.786 Roberto Giachetti (24,9%) e 1.118 Maurizio Martina (15,6%). In Maremma i militanti che hanno annullato la scheda risultano 20, le bianche 25. Le operazioni di scrutinio, domenica sera, sono andate avanti oltre le 22 e solo ieri mattina la commissione elettorale presieduta da Davide Bartolini ha ufficializzato voti e percentuali.

La partecipazione, in provincia, è stata in linea con il resto della Toscana, dove si contano 160mila simpatizzanti attivi. Da Capalbio a Follonica, passando per Gavorrano e Grosseto, finanche e soprattutto sull’Amiata, Zingaretti è andato ovunque oltre il 50% dei consensi e per la classe dirigente turborenziana – in buona parte ripiegata su Giachetti – è l’ennesimo schiaffo. Cambierà anche qui la geografia del Pd locale, con un ritorno di chi, forse frettolosamente, era stato accantonato.

Guardando i numeri si scopre che Zingaretti ha perso soltanto a Ribolla (giungendo terzo, dietro Giachetti e Martina) e a Fonteblanda. L’affluenza è stata omogenea in tutto il territorio, «al di sopra delle aspettative» – dichiara il segretario provinciale Gesuè Ariganello – ma in netta flessione rispetto al 29 aprile 2017. Allora, per scegliere tra Renzi e Orlando imbracciarono la matita in 9. 933 (2. 600 cittadini in più). Nel novembre 2013, in provincia di Grosseto, furono addirittura 17mila le persone che andarono alle urne e una netta maggioranza fece la croce su Renzi, per liberare il partito dal veterocomunista Bersani.

Una lettura oggettiva del risultato maturato domenica evidenzia anche la caduta appeal di quelli che un tempo si potevano definire i big del partito. Sono rimasti defilati, è vero, l’ex deputato Luca Sani e il capogruppo Pd in Regione Leonardo Marras, così come diversi sindaci in corsa per il secondo mandato (Marcello Giuntini a Massa Marittima, Giacomo Termine a Monterotondo e Francesco Limatola a Roccastrada), ma alla fine ciò che traspare è uno scollamento tra il gruppo dirigente (quelli che prendono le decisioni, a partire dalla selezione delle candidature per le prossime amministrative) e il sentimento della base. Erano con Giachetti quasi tutti i segretari dei circoli del comune capoluogo, il segretario provinciale e quello comunale, la consigliera comunale Catuscia Scoccati e Marco Simiani. “Parlo per me stessa, è ovvio – scrive su Facebook Scoccati, paladina del renzismo in purezza – vediamo le proposte del nuovo segretario e se potrò condividerle; altrimenti i votanti di oggi si iscrivano al Pd e facciano il loro partito. Nessuno può stare per forza in un partito che sceglie un cammino che non lo rappresenti». Come dire? La possibilità di una scissione è concreta e qualcuno, anche a Grosseto, è pronto a seguire Renzi ovunque. Nel comune di Grosseto i votanti sono stati 2.443 (1. 503 le preferenze assegnate a Zingaretti, 635 a Giachetti, 305 a Martina).

Sui social ha commentato Antonfrancesco Vivarelli Colonna: «Scarsissima partecipazione e risultato opposto alle aspettative. È stata conclamata la fine di un partito che fino a due anni fa sembrava chissacché. Ammiro il segretario del Pd per la sua capacità di reggere il colpo, io fossi stato in lui mi sarei dimesso». —



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