Sicurezza
Trovato con la cocaina Giovane denunciato
grosseto. I carabinieri si sono messi subito al lavoro, su delega della Procura che ha aperto un fascicolo sulla morte di Roberto Santoni, 65 anni, ricoverato al Misericordia giovedì e deceduto sabato. La compagna Lia e il figlio Livio, assistiti dagli avvocati Simone Falconi e Thomas Vignoli, hanno infatti presentato un esposto affinché siano chiarite le cause della morte del pensionato che viveva con la famiglia in via Leoncavallo.
Ieri mattina la salma dell’uomo, che si trova all’obitorio è stata posta sotto sequestro. Il magistrato potrebbe disporre l’autopsia per tentare di dare una risposta ai familiari che non riescono a darsi pace.
Santoni, fino a una decina di giorni fa, non aveva avuto problemi di salute così gravi da far ipotizzare un epilogo così: giovedì era stato ricoverato nel reparto di Nefrologia, dove sabato è morto. Alla compagna e al figlio non sarebbero state date informazioni ritenute sufficienti da parte dei sanitari e per questo hanno chiesto l’intervento della Procura. I carabinieri hanno ascoltato alcuni testimoni, tra i quali la donna che aveva prestato assistenza notturna a Santoni, proprio nei due giorni in cui il sessantacinquenne è stato ricoverato in ospedale.
L’Asl ha avviato la procedura interna per verificare l’accaduto ma ritiene necessarie alcune precisazioni. «Il quadro clinico del signor Santoni - si legga in una nota dell’Asl - era estremamente complesso e lui aveva difficoltà ad accettarlo. Si è presentato al pronto soccorso per lieve perdita emorragica, collegabile a una patologia di cui già soffriva, ma peggiorata da ulteriori problemi di coagulazione del sangue. Dopo i dovuti accertamenti, i risultati delle analisi hanno rivelato un emocromo nella norma. D’altra parte, i sanitari, avendo rilevato, durante gli stessi controlli, un ulteriore peggioramento dell’insufficienza renale cronica di cui il signore soffriva da tempo, hanno ritenuto opportuno ricoverarlo nel reparto di Nefrologia, dove è stato stabilizzato. La questione è adesso in mano alla magistratura a cui come sempre l’Azienda offre piena collaborazione e disponibilità». — F.G.
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