Sicurezza
«Un sindaco operaio» contro la candidata «intellettuale» del Pd
Da una parte una candidata a sindaco “intellettuale”, dall’altra un aspirante sindaco “operaio”. A Castel del Piano, è appena uscita la notizia che il centro sinistra schiera Giovanna Longo – insegnante e presidente dell’associazione culturale Imberciadori – come capolista alle amministrative, che il comitato elettorale della civica di centrodestra, che sarà guidata da Michele Bartalini (nella foto), esce allo scoperto e gioca la sua carta: alla aspirante sindaca “intellettuale”, quelli della civica contrappongono un candidato a sindaco “operaio”. Bartalini è infatti un apprezzatissimo artigiano falegname, attualmente consigliere di minoranza della lista civica Per un Comune di tutti.
«Finalmente, dopo diverse candidature abortite sul nascere, veniamo a conoscenza del nominativo che il Partito Democratico ha deciso di presentare quale capolista alle prossime elezioni amministrative – attacca il comitato di Bartalini – Un nome che merita rispetto e che porta con sé credenziali di storia personale e di cultura, che però non soddisfano il bisogno di cambiamento che reclama il nostro paese nel campo sociale, occupazionale e presso le giovani generazioni. Candidato sindaco “intellettuale” al quale noi contrapponiamo il nostro sindaco “operaio” fatto di concretezza, praticità, pragmatismo che vanta comunque una lunga esperienza amministrativa quale consigliere di minoranza».
Un sindaco, specifica il comitato che lo sostiene, «che sicuramente non brilla nell’arte dell’oratoria ma che è sempre a disposizione dell’associazionismo paesano con la sua arte culinaria e a contatto giornaliero con le problematiche dei nostri cittadini che cerca di risolvere con la professionalità del suo lavoro. È su questo sindaco operaio che noi puntiamo, che porta il nome di Michele Bartalini».
Il comitato spiega come Bartalini abbia «saputo mettersi in gioco con umiltà e coraggio» e «circondarsi di una squadra fatta di candidati con storie professionali e amministrative con i quali condividere» e garantire il programma e «una sana e corretta gestione del nostro comune all’insegna del cambiamento e della scelta condivisa del nostro futuro». Infine la stoccata: «Ci piace sottolineare – dicono dal comitato di Bartalini – che noi, a differenza del candidato a sindaco del Pd, non ghettizziamo i social quali Facebook e la gente dei bar dai quali invece attingiamo idee e suggerimenti che il palazzo, ormai distante dalla gente, non riesce più ad interpretare». —
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