Trasporti
Stroncato da un malore commerciante cinquantenne
Riccardo Cesarini si era sentito male giorni fa, un nuovo attacco si è rivelato fatale Era figlio d’arte: suo padre Pier Nello lo aveva avviato nel mondo dell’allevamento
Riccardo Cesarini, noto commerciante di bestiame, si è spento ieri a Manciano stroncato da un malore. Cesarini aveva 50 anni. A niente sono valsi i tentativi di rianimarlo messi in pratica dai soccorritori della Misericordia di Manciano, gli stessi che lo avevano soccorso alcuni giorni fa. Il mancianese si era sentito male alcuni giorni fa ma sembrava aver superato il momento difficile tanto da essere dimesso dall’ospedale e dal fare progetti per andare a trovare gli amici di sempre.
La notizia si è diffusa con rapidità e in molti si sono precipitati alla Cupolina di Manciano dove è stata allestita la camera ardente. Fabio Toccaceli, allevatore della Sgrilla, è uno degli amici con i quali Riccardo aveva scherzato appena uscito dall’ospedale. «Stento veramente a crederci – dice commosso –. Ricordo ancora le battute che ci siamo scambiati giovedì scorso. Per me è sempre stato un amico e una persona impagabile».
Tanti gli allevatori increduli. Fra le lacrime anche Carmelo Masala un noto allevatore di Manciano piange Riccardo Cesarini: «Eravamo diventati amici da quando sono arrivato a Manciano nel 1985. Una persona in gamba, un uomo squisito». E anche Fernando Tizzi, di Saturnia, lo ricorda con affetto: «Suo figlio è coetaneo del mio – dice – e io stesso ero molto amico del padre di Riccardo, Pier Nello, un commerciante coi fiocchi, molto rinomato come mercante. Riccardo aveva seguito le impronte del padre e anche del nonno Nello, che faceva l’agricoltore ma che già aveva cominciato questo mercato degli ovini negli anni ’40-’50. Una bella famiglia, persone splendide».
Anche Virgilio Manini, allevatore di Saturnia e presidente del comitato Agnello Igp del Centro Italia, si dispera per la scomparsa dell’amico: «Conoscevo bene lui e tutta la sua famiglia, dal padre al nonno. Riccardo era figlio d’arte: il padre era un noto commerciante di ovini che purtroppo morì giovane e Riccardo proseguì quel lavoro per cui era davvero tagliato. Un dono di famiglia, come il nonno d’altra parte, che aveva intrapreso i primi passi di questo mestiere come un pioniere in un lavoro non semplice. Riccardo, oltre ad essere un commerciante conosciuto in tutta la provincia e oltre, era anche il responsabile della scelta degli agnelli Igp del Centro Italia e lavorava per la ditta Ilco di Montalto di Castro di cui era l’uomo di fiducia. Persona notissima nell’ambiente degli allevatori, corretta e intelligente».
I funerali di Riccardo saranno celebrati oggi alle 15.30 nella chiesa di San Leonardo a Manciano. Domani la salma di Riccardo sarà cremata. —
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