Sicurezza
Si pagano il cancello che deve stare aperto
L’area è privata ma ad uso pubblico, non può essere chiusa però le spese per l’asfaltatura dovranno pagarle di tasca loro
Periferia Nord, centro residenziale Il Borgo. Qui vivono 106 famiglie – in una settantina di ville – che dietro a un cancello hanno perso tempo e (soprattutto) soldi: e alla fine hanno scoperto che l’inferriata fatta installare a tutela della propria privacy e sicurezza – e non senza preoccuparsi di chiedere prima nulla osta agli uffici comunali – deve restare aperta.
L’annosa faccenda
La vicenda parte da lontano e ai tavoli del bar Conad di via Senegal – dove ieri si è svolta la terza tappa 2019 di Caffè Tirreno – la racconta Guido Borsetti, uno dei condòmini del Borgo che ha seguito in prima persona la questione. È il 2005 quando «nel corso di un’assemblea condominiale – descrive Borselli – decidiamo di inviare una richiesta al Comune per installare un cancello che chiuda il centro residenziale». Viene messo a punto un progetto, «che viene approvato dagli uffici comunali – aggiunge – per una spesa di 15mila euro»; ma i portafogli di lì a poco devono riaprirsi «perché mancava l’impianto per i citofoni che ci è costato 38.500 euro». Ebbene, è tutto pronto: i condòmini si accordano per tenere il cancello aperto dalle 7 alle 9, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21, e chiuso nelle altre ore.
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«A distanza di due anni – riprende Borsetti – riceviamo una comunicazione da Palazzo civico, dagli stessi uffici che avevano autorizzato la realizzazione del progetto, in cui ci viene detto che il cancello deve stare aperto perché quella è un’area privata ad uso pubblico», «cioè se qualcuno che abita al Casalone arriva con l’auto al Borgo e vuole parcheggiare dentro l’area residenziale, ha diritto di farlo». Non resta che farsene una ragione. Passano gli anni e adesso i condomini del Borgo devono rifare l’asfalto all’interno del centro. «È una bella spesa, da 100mila euro – dice Borsetti – Ecco perché, rammentando che l’area era privata ma ad uso pubblico, ho chiesto di recente agli uffici comunali se potesse essere prevista una compartecipazione alla spesa da parte dell’Amministrazione. E cosa mi è stato risposto? Essendo la maggioranza della superficie ad uso privato, il Comune non interviene, in quanto la stragrande maggioranza della spesa ricade comunque sui privati». Oltre al danno (del cancello progettato, montato, pagato profumatamente ma che deve rimanere aperto) anche la beffa...
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Piscine fantasma
La mortificazione dei condomini del Borgo non finisce qui: «Quando acquistammo casa – conclude Borsetti – sapevamo tutti che, da progetto, era prevista la realizzazione di un centro sportivo con quattro campi da tennis, piscine e punto ristoro. È rimasto tutto sulla carta. E quando abbiamo sollecitato il Comune perché facesse pressing sul costruttore ci è stato risposto che ormai erano passati troppi anni».
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