Sicurezza
«I rapinatori in cella autori anche di altri due colpi»
Il pm Giampaolo Melchionna ha mosso a Venturi e Bagni nuove contestazioni Uno dei due ha chiesto scusa, l’altro ha negato responsabilità
Nella sala degli interrogatori del carcere, davanti al giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna, prima è entrato Fabrizio Venturi, 45 anni, difeso dagli avvocati Camilla Toninelli e Riccardo Lottini, poi Juri Bagni, 42 anni, difeso dall’avvocato Matteo Monticini. In cella, credevano di dover rispondere soltanto della rapina con la siringa alla farmacia di Braccagni, dove era entrato Venturi e si era fatto consegnare 250 euro, mentre Bagni lo aspettava in auto pronto a scappare. Invece, il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna ha contestato ai due uomini, anche gli altri colpi avvenuti a distanza ravvicinata in città. Venturi dovrà rispondere quindi di tre rapine: la prima, quella ai danni di un tabaccaio in via Giusti, la seconda, quella alla farmacia di via Civitella Paganico e infine di quella a Braccagni. Bagni invece, sarebbe stato presente soltanto in due occasioni: in via Giusti, quando uno dei due, a volto coperto, era entrato nella tabaccheria e si era fatto consegnare dei soldi, sempre puntando una siringa contro il proprietario e a Braccagni, dove avrebbe fatto, appunto, da palo. Su quest’ultimo colpo però, il quarantaduenne difeso dall’avvocato Monticini, ha voluto spiegare al gip che lui non era a conoscenza delle intenzioni del suo amico ma che era convinto che Venturi sarebbe entrato nel negozio soltanto per acquistare delle siringhe, così come aveva fatto già altre volte.
Venturi invece, sentito per primo dal giudice, ha ammesso le proprie responsabilità, dicendo al gip di essere dispiaciuto di quello che aveva fatto e chiedendo scusa. I due uomini, per ora, restano in carcere.
Erano stati i carabinieri, alla fine di un’indagine minuziosa, a chiudere il cerchio intorno ai due uomini, che erano stati fermati da una pattuglia e identificati a Versegge, tra Sticciano e Braccagni, dove c’è un boschetto dello spaccio frequentato dai due. I militari, pochi giorni dopo la rapina alla farmacia di Braccagni avevano installato un dispositivo Gps sulla Citroen Picasso che era stata vista il giorno della rapina fermarsi nell’area di servizio accanto alla farmacia, per entrare poi nel piazzale dove Venturi era entrato in azione, con una siringa in mano e il volto parzialmente coperto, per farsi consegnare prima 200 euro dalla farmacista, poi altri 50. E la targa di quell’auto era stata anche ripresa dalla telecamera Targamanent che si trova proprio all’ingresso della città, in via Aurelia nord e che aveva fotografato il passaggio della vettura negli orari a ridosso della rapina. I militari, che avevano raccolto numerose testimonianze, pochi giorni dopo avevano anche visto, nel sedile posteriore della Picasso, il giubbotto verde che Venturi indossava durante il colpo alla farmacia. —
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