Toscana
Caterve di cartoni e cassonetti sudici: «Vogliamo anche noi le ecotesserine»
È l’appello di alcuni residenti della Cittadella durante il Caffè Tirreno al bar Conad di via Senegal. Chiedono postazioni elettroniche, o bidoni più numerosi e puliti
GROSSETO. «Ma alla Cittadella quand’è che inizia la rivoluzione ecologica? Quella con le tesserine elettroniche per cui nessuno può sgarrare quando butta l’immondizia?». È ciò che si chiedono alcuni residenti della Cittadella. Ed è proprio sul fronte della gestione dei rifiuti che si dispone il più alto tasso di segnalazioni – dai cittadini incivili ai cassonetti tutti insudiciati tanto che non ti ci avvicineresti neppure per gettare la tua immondizia – che sono state raccolte dai cronisti ieri mattina al bar Conad di via Senegal, dove – ospiti del supermercato della margherita – si è svolta la terza tappa 2019 di Caffè Tirreno.
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“La rivoluzione” potrebbe non essere lontana, tant’è che alcune attività commerciali hanno di recente già ricevuto una tesserina magnetica ad hoc. «Noi non aspettiamo altro» dice Armida Tosi, residente alla Cittadella e convinta “differenziatrice”, tant’è che differenzia rifiuti da molti anni, da prima che differenziare diventasse il diktat per tanti municipi. «Mio figlio – racconta – ha vissuto molti anni all’estero – E venticinque anni fa a Londra c’erano già i recipienti i contenitori per il vetro divisi addirittura in vetro scuro e vetro chiaro». La rivoluzione della tesserina con isole ecologiche informatizzate come quelle entrate in funzione in quattro zone del centro storico «credo sarebbe la soluzione a molti comportamenti incivili – dice la signora – Per esempio: andate a vedere l’isola ecologica di via Repubblica Dominicana come è ridotta». Il Tirreno ha raccolto la segnalazione di Armida e si è recato in via Repubblica Dominicana: ieri a fine mattinata c’era una caterva di scatole e scatoloni di cartone riversati sull’asfalto tra il cassonetto per i rifiuti indifferenziati e quello per la raccolta dell’umido. E pensare che c’è una lunga batteria di contenitori per carta e cartone non lontano, davanti al Todis. L’abbandono di scatoloni in via Repubblica Dominicana sembra ormai diventata un’abitudine: «E quando tira il vento – descrive Armida Tosi– volano tutti in mezzo alla strada: è pericoloso, gli automobilisti sono costretti a frenare all’improvviso». «Io credo – aggiunge – che basterebbe aggiungere un cassonetto per carta e cartone ed uno per il vetro per risolvere il problema», in attesa, ovviamente dell’entrata a regime della “rivoluzione ecologica”.
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La sporcizia è il tasto dolente non solo per la signora Tosi. «I cassonetti sono insufficienti, malconci e pochi» secondo diversi cittadini del quartiere Cittadella tra i quali – al piccolo centro commerciale in fondo a viale Stati Uniti d’America, oltre la nuova chiesa – anche i titolari del bar.
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«Se la viabilità dall’anno scorso a quest’anno è effettivamente migliorata, per esempio con parecchi posti auto in più, quel che non migliora è la sporcizia – dicono i commercianti – I bidoni qui di fronte sono troppo pochi, sistemati male e decisamente sporchi». C’è chi butta la spazzatura con i guanti e vorrebbe postazioni “disinfettate”. «Ma perché nessuno le punisce? Perché il Comune non le sanifica? Sono indecenti», dicono al bar. E controllando sul posto la sensazione è che sia davvero così. Lì di fronte in quel momento (ore 12 di ieri), un bidone è zeppo di carta. L’altro azzurro è sporco. E poi ce ne sono «solo altri 2 più avanti, davanti alla chiesa, per servire diverse vie come viale Stati Uniti, via Repubblica di San Marino, via Germania e via Israele. Come facciamo? ». Anche qua (per inciso) la situazione non è florida. Degrado attira degrado: già i cassonetti sono sporchi. In più qualche incivile ha gettato calcinacci e scarti di edilizia lì accanto lasciando anche una poltrona da ufficio. Il coperchio di un bidone è in pessime condizioni, rotto in diversi punti e lurido, pure questo.
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I commercianti della piccola galleria di negozi lamentano «d’avere un servizio rifiuti poco efficiente, a fronte di fiori di quattrini che come negozianti spendiamo. Ci sono pochi bidoni eppure vi sono diverse attività commerciali come la nostra, bar ristoro e trattoria, poi il forno etc, che avrebbero bisogno di più cassonetti.
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