Il Tirreno

Grosseto

Visita all’Asl: 7 mesi d’attesa Con l’intramoenia 24 ore

Francesca Ferri

Lettera aperta di un 64enne al presidente della Regione Rossi e alla Saccardi «Sono un cittadino onesto e questo è un ricatto: non ci sto, dovete dimettervi»

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Quanto tempo c’è da aspettare per una visita pneumologica all’ospedale di Grosseto? Dipende da quale porta imbocchi: quella dell’ospedale vero e proprio o quella della palazzina dell’intramoenia. È l’amara sintesi di una vicenda che vede coinvolto un 64enne, Giuseppe Iuorio, che, al colmo della sopportazione, ha deciso di scrivere al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e all’assessora alla Salute Stefania Saccardi.

Iuorio soffre di apnee notturne e con l’impegnativa del medico, che gli ha prescritto una visita pneumologica, il 21 febbraio è andato al Cup dell’ospedale per chiedere un appuntamento nel normale percorso di sanità pubblica. La visita gli è stata fissata per lunedì 2 settembre, ovvero fra sette mesi. E già questa sarebbe una notizia se non fosse che il problema delle liste d’attesa infinite per visite ed esami sono, ahinoi, all’ordine del giorno.

Quel che ha fatto arrabbiare ancora di più il signor Giuseppe doveva ancora arrivare. Uscito dall’ospedale ed entrato nella palazzina dell’intramoenia, dove cioè i medici dell’Asl visitano in forma privata (libera professione), con la stessa identica impegnativa, ma con la differenza di dover sborsare un bel po’ di soldi in più («mi hanno chiesto 156 euro», dice Iuorio), l’appuntamento gli viene dato molto, ma molto prima.

«Mi hanno indicato come data il 22 febbraio alle 16 – spiega Iuorio – in pratica il giorno dopo». Iorio rimane di stucco, strabuzza gli occhi, poi declina l’offerta. Un «ricatto», lo definisce il 64enne, che ha deciso che aspetterà sette mesi.

Resilienza? Di certo non rassegnazione. Il 64enne ha preso carta e penna e, a mano, ha vergato su sette fogli una lettera a Rossi e alla Saccardi.

«Questo è il grido di dolore di un cittadino onesto – spiega nella lettera indirizzata ai massimi vertici regionali – che, anziché cedere a un ricatto, ha scelto comunque di attendere la data del 2 settembre. Ciò nella speranza che la stenosi respiratoria… non aggravi le continue apnee notturne, con conseguenti danni al sistema circolatorio». E, rivolto ai due amministratori pubblici, «io non so – scrive Iuorio – se lor signori abbiano tanta pazienza da attendere, come noialtri, tempi biblici prima di effettuare una visita specialistica ovvero un esame diagnostico. Ve lo immaginate il signor Enrico Rossi fare la lunghissima fila al Cup e ottenere (?) poi sette mesi dopo, una visita pneumologica? Io no».

La proposta di Iuorio? «Meno intramoenia e più ambulatori», o addirittura cancellarla del tutto la possibilità per i medici pubblici di fare libera professione. «Questa – dice Iuorio – è la mia proposta per abbattere le liste d’attesa». E, sempre rivolto a Rossi e Saccardi, in attesa di una risposta Iuorio gioca allo scoperto: «Per questo motivo l’anno prossimo darò il mio contributo affinché costoro vadano a casa. Voterò infatti per la prima volta, dopo una vita di inutili voti al centrosinistra, la Lega di Matteo Salvini». —

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