Sicurezza
«Sindaco, sei sicuro che la pista ciclopedonale sia a norma?»
Il Pd interroga Vivarelli Colonna su quello che definisce un «pasticcio» e su eventuali responsabilità e risarcimenti danni in caso di incidenti
l’intervento
«Hanno fatto un marciapiede rosso in una città sempre meno verde e l’hanno chiamato pista ciclabile». Leonardo Culicchi, segretario dell’unione comunale Pd Grosseto, interviene dopo le proteste dei cittadini contro l’amministrazione Vivarelli Colonna per la ciclopedonale in via Sonnino realizzata sul marciapiede attaccata alle case .
«Il sindaco Vivarelli Colonna ha voluto testare personalmente quella lunga striscia colorata perché forse gli ricorda le passerelle di Cannes o la serata degli Oscar – scrive Culicchi – e, se da una parte gli manca l’amore per città e cittadini, non difetta della voglia di festeggiare qualsiasi cosa, persino la mancanza di un futuro. L’ego del sindaco, che si rifiuta di ammettere i propri errori, è sconfitto (come in molte altre occasioni) dalla realtà dei fatti. Le opere per la ciclabile sono pericolose proprio verso chi dovrebbe tutelare e proteggere: il cittadino. Quando dichiara che la ciclabile è fruibile e sicura perché ci sono poche case e negozi, non sta rassicurando chi lì ci vive, sta solo facendo un cinico calcolo su costi e benefici».
Per Culicchi «la sicurezza della viabilità nasce da un sistema di mobilità che garantisca tutte le persone che si muovono nella città: a piedi, in bicicletta, in auto e moto. Queste regole in via Sonnino non sono rispettate e, un sindaco prima di mettere la sua parola (e in questo caso anche il suo corpo) a garantire l’incolumità degli utenti dovrebbe riflettere. Le sue affermazioni sono superficiali e incompetenti. Non è, infatti, sufficiente realizzare le opere, è necessario che siano fatte bene e, innanzitutto, non siano pericolose per i pedoni e per i ciclisti. E, allora, lasciamo pure i marciapiedi rossi (sono belli) ma togliamo la ciclabile e facciamola sul serio, protetta per i ciclisti che la useranno, utilizzando parte della carreggiata come in tutte le città europee. Il sindaco di cui ha bisogno Grosseto, non può più essere un uomo a prestito alla città, Grosseto non può più essere considerata una tappa intermedia per la carriera politica di qualcuno. Grosseto non ha bisogno di un sindaco visibile ma solo che sia visibile la sua azione».
Anche Giuseppe Conti, segretario del circolo Pd di Gorarella, interviene sulla ciclabile definendola «un gran bel pasticcio».
Per Conti «le preoccupazioni dei cittadini non sono premature, anzi, hanno tutti i motivi per essere manifestate e portate all’attenzione di questa amministrazione distratta e approssimativa. L’area di ingombro è chiara e ben definita dalla vernice rosso mattone con la quale è stata colorata la pista stessa e, salvo modifiche riparatorie dell’ultimo minuto, i cittadini uscendo dalle loro case dovranno fare, da qui in avanti, molta attenzione».
A questo, prosegue il segretario del circolo Pd di Gorarella, si aggiunge che, trattandosi di percorso promiscuo dedicato cioè sia ai pedoni che ai ciclisti in entrambi i sensi di marcia, la possibilità che si verifichino eventi pericolosi non solo per chi si trova ad uscire di casa, aumenta e non di poco. Insomma un pastrocchio bello e buono dove l’unica cosa che si evince è che spesso si parla senza avere cognizione dell’argomento e sopratutto si afferma di aver rispettato la normativa quando la stessa, invito quindi l’assessore ad una più attenta lettura, prevede che gli spazi laterali della pista, siano liberi da ostacoli e di dimensioni opportune, certo non a ridosso delle abitazioni».
In conclusione Conti pone al sindaco alcune domande. «In caso di incidenti e conseguenti probabili contenziosi – chiede Conti a Vivarelli Colonna – siamo veramente certi che la pista sia a norma? E gli eventuali costi di risarcimento danni, su chi ricadrebbero? Spero non su i cittadini». —
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