Sicurezza
Offese e vandalismi Stalker nel condominio condannato a 9 mesi
Venne denunciato nel 2015 da tre vicini di casa esasperati «Non ho fatto nulla e non uso parolacce quando parlo»
GROSSETO. «Morto di fame», «befana», ma anche offese molto più gravi. «Te la faccio pagare, ti spacco» e poi il danneggiamento delle canalette dell’acqua, il foramento degli pneumatici delle auto e delle biciclette. Tutto ai danni di tre vicini di casa, che avevano presentato querela e che si sono costituiti parte civile nel procedimento.
Lo “stalker condominiale”, un pensionato grossetano di 70 anni, è stato riconosciuto colpevole dal giudice Gian Marco De Vincenzi, che lo ha condannato a 9 mesi (il pm onorario Massimiliano Tozzi aveva sollecitato un anno) e a risarcire i tre vicini in separata sede: il loro avvocato, Luca Montemaggi, aveva chiesto 10.000 euro per ciascuno. Il difensore Luca Fabbrucci aveva invitato il giudice a pronunciarsi per l’assoluzione, in mancanza di riscontri oggettivi, o comunque la derubricazione dei reati contestati. Il giudice si è riservato ottanta giorni per il deposito delle motivazioni.
I fatti oggetto della querela risalivano al periodo precedente al settembre 2015. E tra il gennaio e il febbraio successivo gli elementi raccolti dai carabinieri, che avevano ascoltato i vicini di casa, erano stati talmente pesanti che il gip aveva disposto per il pensionato il divieto di dimora in città, anche perché i vicini avevano fatto presente che non uscivano di casa per il timore di incontrarlo e che non potevano più invitare amici a casa propria per lo stesso motivo. In quella sede il pensionato si era difeso, negando tutto ciò gli il giudice gli aveva contestato. A proposito delle canalette, aveva spiegato che la grondaia danneggiava la sua proprietà e i vigili urbani gli avevano detto che i lavori sarebbero stati compito dell’amministratore del condominio. «Non ho offeso nessuno - aveva aggiunto - non uso parolacce quando parlo, non ho danneggiato le bici, è impossibile che io abbia rigato l’auto alle 8.30 del mattino perché io non mi alzo mai prima delle 10».
In aula, però, i vicini di casa hanno confermato tutto. Il motivo scatenante? «Non gli ho concesso di fare dei lavori, perché non ci rilasciava certificati di garanzia e tutti gli anni dovevo intervenire con una ditta», ha spiegato una delle vicine. «Allora noi ci siamo riuniti e abbiamo deciso di dare i lavori a un’altra persona. A quel punto ci ha minacciato e ci ha detto che ce l’avrebbe fatta pagare». E ha elencato gli atti di vandalismo ai suoi danni, compreso il fatto che il pensionato le buttava giù i vasi dal balcone: «una volta l’ho visto forare la bici e l’ho denunciato ai carabinieri». E le altre tre volte: «Mi confessò che era stato lui». E ancora: «Io ho un contatore della luce: quando parto, lui me la stacca. Non paga le quote condominiali. E quando rimane senza chiavi, passa attraverso la mia terrazza per andare a casa: me lo trovo in casa anche di notte». — Pierluigi Sposato
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