Il dolore
Alla porta dopo 14 anni «Che pagliacciata»
Grosseto. «Siamo becche e bastonate». È il commento a caldo di Patrizia Ramazzotti, 48 anni, di Ribolla, insegnante diplomata assunta per essere licenziata come migliaia di altre colleghe, dalla Val d’Aosta alla Sicilia. Insegna dall’anno scolastico 2004-2005. Si è fatta la sua gavetta a Monticello Amiata, per esempio, poi, negli anni ha sempre lavorato nelle scuole di Grosseto, Follonica, Gavorrano, Roccastrada. Quest’anno – ironia (amara) della sorte –ha ottenuto la cattedra di ruolo a Castell’Azzara, ai piedi del Monte Civitella e dei suoi boschi. E con quell’assegnazione a dir poco fuori-mano (soprattutto per chi la gavetta l’ha già fatta) è spuntata sulla sua testa anche la spada di Damocle: a settembre mi servi sul piatto il contratto a tempo indeterminato, che inseguo da oltre un decennio, e, in tandem, mi dici che probabilmente me lo toglierai, a giugno. Ed è quel che accadrà, al netto di un salvataggio in corner. «È una pagliacciata – dice l’insegnante – Io credo che in nessun paese d’Europa accadano cose simili. Ci hanno illuso, ci hanno fatto spendere soldi con gli avvocati per i ricorsi e questo è il risultato. Senza poi contare le critiche che abbiamo sempre subito dalle colleghe per il fatto che noi non abbiamo sostenuto un concorso. Ma se ti offrono il ruolo, chi al nostro posto avrebbe rifiutato? Non l’abbiamo chiesto noi, ce l’hanno dato. E ora ce lo tolgono». Ed adesso? «Siamo stanche e molto arrabbiate. Non ci resta che attendere – conclude – l’udienza della Cassazione il 12 marzo quando, io credo, la bomba esploderà davvero». –
G. M.
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