Sicurezza
Anche nel tratto in via Mameli criticità e poco entusiasmo
grosseto. Se Atene piange, Sparta non ride. Anche in viale Mameli la pista ciclopedonale corre sul marciapiede. Ma poiché questo è un po’ più largo rispetto a quello del tratto iniziale di viale Sonnino, c’è anche un percorso ad uso esclusivo dei pedoni. Eppure anche qui non c’è troppo entusiasmo per come è stato progettato il tracciato.
«Dove finisce la gente che esce dal cinema? Sul marciapiede o sulla pista? E chi ha un locale come fa a chiedere l’occupazione di suolo pubblico, se ne ha bisogno?», si interroga Gianni Burronni, gestore del Cinema Stella al Dopolavoro ferroviario. Con un gruppo di avventori osserva la pista, nuova di zecca.
Sull’asfalto, colorato di rosso mattone come si confà a una ciclabile, ci sono insieme i simboli delle biciclette e dei pedoni, segno che le due categorie di utenti possono (devono) percorrerla condividendo lo spazio. Il sottile lembo di asfalto grezzo sul lato dei palazzi ha invece il solo simbolo dei pedoni. «Ma un passeggino non c’entra e nemmeno una carrozzina per disabili», nota Burronni.
Se poi ci si mettono anche gli ostacoli... A un certo punto del tracciato pedonale c’è un cestino che sbarra completamente il passaggio. — F.F.
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