Sicurezza
Un marchio di qualità per venire fuori dalla crisi
L’assemblea dei sindaci della Provincia chiede alla Regione l’istituzione di un tavolo tecnico e promuove la collaborazione tre le aziende casearie
grosseto. Pecora 4.0 e tavolo tecnico. L’assemblea dei sindaci della Provincia di Grosseto vota all’unanimità, ieri, la mozione di supporto al settore lattiero caseario e chiede, fra l’altro, alla Regione Toscana di costituire un tavolo di crisi istituzionale, chiedendole di finanziare il progetto della provincia di Grosseto “Pecora 4.0” e il tavolo tecnico della provincia stessa.
La mozione della Provincia arriva nel mezzo della bufera scatenata dai pastori sardi e toscani in sofferenza per il prezzo del latte in continuo calo e la situazione difficile per i continui attacchi dei predatori e per la profonda crisi di mercato che ha visto i grandi nomi dell’industria lattiero casearia (come Granarolo e Alival) comunicare la disdetta dei contratti già stipulati coi pastori.
Una situazione particolarmente grave nelle province di Grosseto e Siena dove maggiore è la presenza della pastorizia. Con la conseguenza della chiusura di alcuni caseifici come il noto caseificio Ciolo di Castel del Piano che ha tirato giù la saracinesca dopo quasi 35 anni di attività. Seicentouno invece sono gli allevamenti ovi-caprini che hanno chiuso nelle province di Grosseto, Pisa e Siena tra il 2010 e il 2017. Un vero disastro se si pensa che il comparto ovi-caprino toscano conta oltre 1500 aziende, 5mila posti di lavoro ed una produzione di 550mila quintali di latte, di cui il 30% usato per produrre il Pecorino Toscano Dop, un prodotto che un anno fa godeva di ottima salute e di un successo in espansione a livello internazionale. Un settore che secondo le stime delle associazioni di categoria vale oltre 55 milioni di euro.
Per tutte queste ragioni, l’assemblea dei sindaci ritiene necessario invitare la regione Toscana al finanziamento del progetto proposto dalla provincia denominato “Pecora 4.0” e del tavolo tecnico che sarà attivato dalla stessa provincia. Dal canto suo la Regione dovrà costituire un “tavolo di crisi” istituzionale con coinvolgimento del Governo nazionale e un piano triennale di bilanciamento domanda – offerta, con le azioni necessarie alla promozione ed internalizzazione del commercio dei prodotti lattiero-caseari. «Abbiamo varato un documento importante che, accanto ad un programma concreto, ha anche l’ambizione di attivare un tavolo di crisi che possa salvare uno dei settori economici più importanti della provincia di Grosseto, baluardo anche per la salvaguardia del nostro territorio» ha detto il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Un tavolo che contribuisca, inoltre, a far nascere un marchio di qualità che sia volano promozionale della Maremma Toscana». Nella mozione compare come obiettivo primario quello attivare uno scambio proficuo tra le aziende del territorio per diffondere le già presenti buone pratiche di gestione pastorizia con la guida di esperti, che consentano all’allevatore un miglioramento generale e di costituire un tavolo coi soggetti della filiera. Si punta alla creazione di un marchio geografico/privato collettivo finalizzato alla salvaguardia e valorizzazione del prodotto locale tipico e delle sue caratteristiche, della produzione ed organizzazione aziendale. — Fiora Bonelli
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