Attenzione
Inceneritore, il processo si celebrerà a Grosseto
Ricorso di Scarlino Energia alla Cassazione rigettato: non è stata ammessa nemmeno la sostituzione del consulente, l’ingegnere Paolo Grandinetti
Il processo si farà: il giudice del tribunale civile di Grosseto Paola Caporali, ha rigettato le due istanze che erano state presentate da Scarlino Energia, la società proprietaria dell’inceneritore di Scarlino, assistita dall’avvocato Alessandro Antichi. Istanze con le quali era stato chiesto al giudice di sospendere la class action, a seguito appunto del ricorso presentato in Cassazione per regolamento di giurisdizione, e di sostituire il consulente tecnico, l’ingegner Paolo Grandinetti, perito nominato dal tribunale che proprio durante l’ultima udienza ha depositato la consulenza definitiva (integrata cioè con le osservazioni delle parti) prodotta dal collegio dei consulenti tecnici d’ufficio; secondo loro l’impianto non risponde ai requisiti di legge per bruciare rifiuti. «L’ingegnere in maniera per noi inopportuna – aveva spiegato l’avvocato Antichi – si è espresso in anticipo e fuori dal principio di contraddittorio sui contenuti della consulenza». Le conclusioni poi inserite nella consulenza per la class action, infatti, sono in parte già presenti in una precedente consulenza per un altro dei processi relativi alla vicenda dell’inceneritore, il contenzioso civile che la Scarlino Energia ha avviato nel 2015 con richiesta danni per circa 3 milioni di euro contro l’ingegnere Paolo Rabitti, all’epoca membro della commissione di inchiesta voluta da Leonardo Marras (Pd). «Quelle conclusioni, poi inserite in questa consulenza (relativa alla class action) sono anche finite sulla stampa», aveva lamentato Antichi.
Il giudice Caporali ha sciolto ieri la riserva e ha rigettato entrambe le istanze presentate da Scarlino Energia nel ricorso che era già stato depositato nel 2018. Ricorso alla Cassazione con il quale era stata contestata la giurisdizione del giudice ordinario per la class action promossa da cento cittadini, due Comuni (Scarlino e Follonica), due associazioni e il Forum Ambientalista, al Tribunale di Grosseto (sede civile). Il processo quindi si farà: secondo il giudice Caporali infatti, la domanda così come proposta dalla società non ha una «richiesta di declaratoria di illegittimità di atti amministrativi autorizzatori dell’impianto, bensì la loro eventuale disapplicazione». Ambiti questi, che rientrano a pieno nei poteri del giudice ordinario. Per questi motivi, il giudice ha sentenziato che non esistono i presupposti per sospendere il processo: il 26 marzo si torna in aula anche con il consulente incaricato dal tribunale che era stato contestato dalla società. Anche in quel caso non ci sono motivi per la ricusazione dell’ingegner Grandinetti, anche nel caso in cui concluda in un senso opposto al parere originariamente espresso. —
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