Gioco
Sparatoria mortale, ricorso inammissibile poliziotto assolto
Omicidio colposo, confermata la sentenza di secondo grado L’episodio era avvenuto nel 2012 a un posto di blocco
GROSSETO. La Corte di cassazione, quarta sezione penale, ha messo la parola fine sull’episodio avvenuto il 20 giugno 2012, sulla Senese, nei pressi della galleria di Casale di Pari, in cui perse la vita Arito Canaj (o Halo Panajot), ucciso da un colpo di pistola esploso a un posto di blocco da un agente della polizia di stato in servizio in un’operazione antidroga. Raffaele Bracale, assistente capo, era stato condannato in primo grado e assolto in secondo: l’imputazione era omicidio colposo.
I giudici della Suprema corte hanno respinto, giudicando inammissibile, il ricorso delle parti civili, presentato dall’avvocato Graziano Aschero di Albegna per i familiari dell’albanese: questi sostenevano tra l’altro la tesi del dolo eventuale o dell’omicidio preterintenzionale. La Procura generale aveva concluso per l’inammissibilità di tutti e tre i motivi di tale ricorso. L’avvocato Marco Festelli, che difende Bracale insieme all’avvocato Federico Bagattini, nel dare la notizia della conclusione del procedimento spiega che «il ricorso era basato su valutazioni di fatti, non su questioni di legittimità. Le motivazioni della sentenza di secondo grado erano del resto ben logiche e motivate, in contraddizione con nulla».
Circa quarantacinque minuti sono occorsi alle parti per esporre le proprie ragioni. In primo grado, Bracale era stato condannato a 10 mesi con il rito abbreviato. In appello, nel luglio 2017, il poliziotto era stato prosciolto perché il fatto non costituisce reato. «Non ho mai smesso di dire e ricordare che siamo dispiaciuti per la morte di quell’uomo. Ma è un caso davvero fortuito. E non è dipeso da Bracale», dice Festelli. «Si è molto dibattuto sulla questione della pistola - aggiunge - La Corte di appello aveva ricordato che la questione se fosse stata caricata in doppia o in singola azione era irrilevante, perché lui non poteva prevedere anche di essere investito dall’auto di Canaj. Per la doppia azione, come era stata predisposta, occorre una forza sul meccanismo superiore a quella singola ma non eccezionale. I giudici l’avevano ritenuta neutra».
Festelli non ha dubbi quando dice che «nel corso del processo di primo grado si è incorsi in un errore. Non c’era bisogno di arrivare a tre gradi di giudizio. Pensiamo a loro che sono operatori dello Stato e pensiamo anche al fatto che troppe cautele sono inconcepibili. Non si può censurare il modo di portare la pistola: la prassi dice che la sicura non deve essere mai inserita. Ci vuole troppo tempo per caricarla, altrimenti, servono due mani. Esistono in proposito solo delle comunicazioni del ministero dell’Interno che in ultima analisi si rimettono alla prudenza dell’operatore. Quando ci sono interventi delicati come quello, si va con il colpo in canna». Bracale è regolarmente in servizio, in questi anni non ha subito procedimento disciplinari. —
Pierluigi Sposato
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