Il Tirreno

Grosseto

In fila contro il diavolo Centinaia di richieste ma pochi gli esorcisti

Elisabetta Giorgi
In fila contro il diavolo Centinaia di richieste ma pochi gli esorcisti

Ogni giorno tanti fedeli bussano alla Chiesa per fugare il proprio male interiore Nelle 3 Diocesi maremmane ci sono 3 incaricati e le “liste d’attesa” sono lunghe

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Il fenomeno è in crescita. Ogni giorno a Grosseto c’è gente in fila che bussa alle porte della Chiesa e chiede d’essere esorcizzata. Difficile fornire numeri precisi. Sappiamo però che nella sola Diocesi del capoluogo almeno 4/5 persone al giorno – tra le 120 e le 150 al mese – si rivolgono a un esorcista affinché risolva il proprio “malessere”. I numeri sono alti anche nelle altre due Diocesi maremmane.

Negli ultimi tempi il fenomeno è in ascesa un po’ ovunque, confermato dalla stessa Diocesi grossetana che parla di «un’alta domanda» ovvero di un ampio numero di uomini e donne, impiegati o disoccupati, pensionati, con famiglia o soli, che si mette in fila chiedendo d’essere aiutata a uscire dal proprio “male” interiore. Un boom emerso in tutta la sua forza di recente, e complicato da gestire per la stessa Chiesa che ammette il fenomeno. Se le richieste dei fedeli sono tante, infatti, gli esorcisti sono pochi e così - come nella sanità - anche qua spuntano “liste d’attesa” lunghe. Gente in coda che da mesi aspetta l’appuntamento, o che cambia Diocesi in cerca di un altro esorcista. Come accade con un medico.

I numeri

David Murgia, giornalista e autore del libro “Vade retro. Esorcisti e possessioni, inchiesta sul maligno” (Mondadori), ha affrontato il tema giorni fa a Grosseto, presentando il volume nella chiesa di via Portogallo. La sala Vannuccini era piena: centinaia di persone ad ascoltarlo, segno che l’interesse è alto. La Diocesi di Grosseto ha due esorcisti nominati dal vescovo, padre Mario e padre Mauro del monastero di Siloe e solo loro possono «scacciare il diavolo» poiché ufficialmente incaricati dal vescovo. Ogni giorno i due sacerdoti sono subissati dalle richieste di fedeli che vorrebbero un esorcismo e non sempre riescono a evaderle tutte, avendo anche altri impegni da assolvere.

«Una decina di posseduti»

Al momento la Diocesi grossetana (il suo vescovo è Rodolfo Cetoloni) tratta «circa 10 casi di possessioni»: 10 storie di «infestazioni» che – guardate con scetticismo e incredulità dai profani - per la Chiesa sono «conclamate». La percentuale è esigua rispetto a una mole ben più ampia di richieste di ascolto (centinaia al mese). Senza contare le altre due Diocesi maremmane: pure a Pitigliano-Sovana-Orbetello (il vescovo è Giovanni Roncari) e a Massa Marittima-Piombino (il vescovo è Carlo Ciattini) la domanda è alta. Ma perché tutta questa esplosione numerica? E perché l’esorcista va così “di moda”?

Il male di vivere

Occhio a non equivocare. È la stessa Chiesa a mettere in guardia. Specchio dei tempi, il fenomeno pare riflettere una crisi complessiva e «parlare di domanda non significa affatto che tutti i richiedenti siano posseduti dal Demonio», avverte il vescovo Cetoloni. Anzi: «la percentuale dei posseduti è bassa e si attesta sull’1-2% circa rispetto alla mole complessiva di chi crede di essere posseduto e non lo è...». È lo stesso vescovo a chiarirlo con un monito, «affinché il diavolo non sia visto ovunque. La quantità di gente che bussa alle nostre porte – dice – è alta perché riflette un malessere più generale, un male di vivere che non sempre cela al suo interno tracce demoniache» ma può avere origine d’altra natura, psicologica o sociale che sia. Sta di fatto (però) che parecchia gente bussa proprio all’esorcista, poiché spera d’essere subito “guarita” da una preghiera. Il formulario è spesso visto come un pulsante che basta premere per tornare in sé, «quando invece la fede è un cammino spirituale» ben più articolato e complesso. Il problema è che in questo modo si crea un ingorgo.

«I sacerdoti aiutino»

La Chiesa grossetana si sta interrogando da tempo su quest’escalation e su come gestirla. Monsignor Cetoloni non ha intenzione di nominare altri esorcisti, ma ha appena avviato un percorso per organizzare “l’esistente”. Alcuni giorni fa ha chiamato a raccolta i sacerdoti della sua Diocesi chiedendo loro di fare da “filtro” per la massa di fedeli che bussano alle porte della Chiesa. Come una sorta di triage, i parroci sono invitati a compiere una valutazione a monte. E «solo se sono ravvisati segnali precisi i fedeli sono indirizzati al gradino successivo». Che è quello degli esorcisti. —



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