Contro il disagio giovanile coloriamo i palazzi cittadini
Roberto Aureli, architetto e professore, pubblica un libro per le scuole primarie Scopo: diffondere la conoscenza e combattere la mancanza d’identità culturale
. Il professor Roberto Aureli, da oltre 30 anni insegnante di disegno e storia dell’arte al Liceo scientifico Marconi, ha pubblicato un libro di disegno per le scuole primarie, dandogli un taglio local.
Un’operazione editoriale – “Colorare la Toscana” – sostenuta dalla casa editrice Innocenti, che coniuga diverse opportunità: accrescere la conoscenza del territorio e allo stesso tempo migliorare abilità come l’ordine, la precisione, la prensione (l’atto di afferrare la matita).
«L’iniziativa – spiega l’autore – prende spunto dalla necessità di mettere in pratica misure per sconfiggere il disagio comportamentale di molti alunni che a volte, nel ciclo primario, si caratterizza con la mancanza di concentrazione e attenzione. Ho cercato di coniugare questa aspettativa con la conoscenza del territorio, utilizzando come approccio pedagogico l’art therapy».
L’art therapy, di cui fa parte il colorare, ha ormai acquisito requisiti di validità scientifica e formativa, testimoniata da esperienze sviluppate ovunque, a ogni livello. «La dovuta attenzione a seguire i contorni, a riempire le campiture con i colori, liberamente scelti – sono ancora parole di Aureli – attenua lo stress comportamentale, elimina quello da prestazione, non dovendo realizzare qualcosa di originale, ma soprattutto insegna un nuovo modo di concentrazione e determinazione». Non solo. Questo tipo di disegno – effettuato con matite, cera, pennarelli o acquerelli – impone una corretta postura del corpo e permette la ricerca della migliore prensione delle dita. «Nel nostro caso, e qui sta la novità – prosegue Aureli – l’attività si completa con l’approccio alla conoscenza del patrimonio storico-artistico-architettonico-ambientale locale, introducendo un elemento di novità e curiosità, nonché di formazione». Aureli è convinto che funzioni la “teoria della finestra rotta”. Ritiene che l’approccio conoscitivo, effettuato sin dai primi anni scolastici, possa contribuire a debellare vandalismo e mancanza di identità culturale, tipici del disagio giovanile di oggi, «perché si tende ad amare e rispettare di più ciò che si conosce bene». Il libro può interessare anche gli studenti più grandi. Invece di riempire spazi di mandala, tesi solo al rilassamento, nel colorare le immagini dei monumenti grossetani (palazzi in questo caso) si innesca un meccanismo di conoscenza del patrimonio storico. Il “diritto alla città” è da sempre un cavallo di battaglia di Aureli. «Sono convinto che per contribuire al “benestare” nei luoghi in cui si vive – dice lui- si debba compiere un lavoro educativo di lungo periodo. Soprattutto nella cavernicola Grosseto che certo non trasuda cultura, dove a volte la mancanza di dibattiti e occasioni culturali crea sacche di ignoranza e distacco dal territorio. Non è questa la sede per approfondire il concetto lefebvriano di “diritto alla città”, peraltro veicolato anche dal pensiero marxista, ma sono convinto (me lo dice un’esperienza a scuola ultratrentennale) che per creare quello stato d’animo che è una città bisogna cominciare da piccoli a conoscerla e amarla. Io offro uno strumento per farlo attraverso il disegno». Per acquistare il libro (costa 13 euro) basterà rivolgersi, a partire da marzo, alle librerie cittadine. —
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