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Parco-giochi, tanto sport e un’ippovia Massai alza il velo sulla sua Cittadella

Giovanna Mezzana
Parco-giochi, tanto sport e un’ippovia Massai alza il velo sulla sua Cittadella

L’amministratore unico della società ippica: «Stiamo dialogando con gli investitori» che però restano top secret  

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Via l’ippica per una Cittadella ludico-sportiva. Si alza il velo sul progetto per il futuro dell’area che coincide con lo storico ippodromo di Grosseto e che l’amministratore unico della società Ippodromo del Casalone, Alessandro Massai – in accordo con la platea dei soci – aveva in testa. E che ora ha anche sulla carta, come conferma il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna: «È stato presentato un progetto, nel dettaglio» dice il primo cittadino. E che prevede un parco-giochi nel parterre, per esempio: è ciò che aveva anticipato Massai al Tirreno poco più di tre settimane fa e all’indomani dell’accorato appello – «Riaprite il Casalone alle corse dei cavalli e fatelo subito» del principe del galoppo Andrea Degortes, il fantino-unicum Aceto. Ma emergono anche altri dettagli – originali – e fino ad ora mai rivelati, come la creazione di una ippovia. Il Tirreno ha chiesto a Massai a qual punto sia il progetto per il Casalone.

Il sindaco Vivarelli Colonna ha raccolto la sua sollecitazione e ha scritto al ministro Danilo Toninelli perché il governo assicuri e acceleri gli investimenti sulle infrastrutture viarie, “Aurelia” prima di tutto.

«Me lo aveva preannunciato. Del resto, qualsiasi tipo di investimento, non solo sul Casalone ma su tutta Grosseto e la Maremma, necessita di una ristrutturazione della viabilità. Il nostro progetto non può non tener conto di essa».

Quando parla del vostro progetto intende quello che è già stato battezzato come la “Pinocchio Land”?

«Non parliamo di Pinocchio Land, per favore. “Pinocchio” è un marchio di Collodi, non ha nulla a che vedere con la nostra idea».

Possiamo ancora parlare di un parco-giochi come aveva anticipato al Tirreno?

«Sicuramente un parco per le famiglie è previsto, nel parterre. Ma non solo: la parte riservata allo sport sarà sicuramente prevalente su quella ludica».

Qualche dettaglio in più?

«Per esempio, abbiamo pensato ad una vera e propria ippovia...»

Che partirebbe da Fosso Martello?

«Da Fosso Martello per arrivare fino al nuovo ponte sull’Ombrone e quindi al Parco della Maremma, e potrebbero essere previsti anche collegamenti con la pista ciclabile che correrà lungo l’Argine. Una ippovia faciliterebbe sicuramente i concorsi di endurance».

E poi?

«Pensiamo ad un palazzetto dello sport, alla possibilità di ospitare discipline e competizioni sportive, atleti paraolimpici.. ».

A che fase è il progetto?

«La nostra idea è stata presentata a diversi investitori».

E chi sono?

«Per il momento dobbiamo mantenere la segretezza, si tratta comunque di grandi investitori specializzati nel segmento sportivo e nel segmento ludico. Stiamo dialogando per scegliere i soggetti migliori».

Può dire se sono maremmani, italiani, stranieri?

«Italiani per la quasi totalità, c’è un solo straniero».

E quando uno o più investitori, che devono metterci le risorse, si saranno fatti avanti come procederete?

«Presenteremo il progetto all’Amministrazione comunale che verificherà se è tutto nella norma e poi percorreremo la strada prevista dalla Legge 147 del 2013 per lo sport».

Lei, Massai, quale ruolo ha in questa operazione?

«Io sono solo il rappresentante della volontà dei soci che mi hanno dato delle precise indicazioni: per esempio, nessuna variazione delle destinazioni d’uso, niente speculazioni. L’obiettivo è: non disperdere il patrimonio. E fare qualcosa di buono per Grosseto: la nostra idea, se realizzata, darebbe lavoro a 1.500 persone tra addetti diretti e indotto».

1. 500 è una bella cifra...

«Lei deve pensare alla gestione, alla manutenzione del verde, all’accoglienza, al fatto che abbiamo strutture, un ristorante, un bar... »

La società Ippodromo del Casalone ha quasi 9 milioni di euro di debiti: non crede che gli investitori potrebbero scoraggiarsi di fronte a questo bilancio?

«Non è nostra intenzione vendere, ma eventualmente dare in concessione l’uso; il patrimonio c’è, pagheranno dei diritti di superficie e con quelle risorse noi cercheremo di chiedere con il debito. E poi stiamo anche cercando di vendere l’ippodromo di San Giovanni Teatino». –

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