«I sordi decidono da soli, l’Agfa porti rispetto» Replica l’Ens
grosseto. Ha atteso diversi giorni prima di rispondere all’attacco dell’Agfa, che aveva criticato aspramente lo spettacolo organizzato al 4° Stormo, “Mani cantanti”. Una critica che non era rivolta ai bambini della scuola elementare che avevano messo in piedi l’iniziativa per far conoscere la lingua dei segni, ma che andava proprio a colpire quella che è l’attività dell’Ente nazionale sordi, che basa tutta la sua attività proprio sulla lingua dei segni. «Sono rimasto sconcertato dalle affermazioni del presidente dell’Agfa - dice il presidente dell’Ens Enrico Scheggi - che denotano sicuramente la non conoscenza del fenomeno “Mani cantanti” che pure da anni è pubblicizzato sui giornali e in tv. Al di là delle ragioni che hanno generato l’evento al 4° Stormo, per me sono state deludenti le considerazioni del presidente dell’Agfa di Grosseto nei confronti di chi usa la Lis (Lingua dei segni italiana), che evidenziano una posizione pregiudizievole ed oppositiva “a prescindere».
Scheggi difende il lavoro fatto dalla dottoressa Del vacchio con i bambini della scuola. «Un lavoro che non ha a che fare con bambini sordi. Il coro “Mani cantanti” è formato esclusivamente da bambini udenti che prestano la loro voce e le loro mani. Io, come presidente della sezione provinciale Ens di Grosseto, posso solo ringraziare, a nome mio e degli altri soci, chi ha contribuito alla realizzazione di questa giornata: prima di tutto il comandante Floreani del 4° Stormo, tutte le sutorità locali intervenute, ed in particolare la dottoressa Anna Del Vacchio e i suoi alunni udenti, per aver dato a noi sordi la possibilità di seguire ogni fase dell’evento e di emozionarci alla vista di segni, movimenti ed espressioni che ci hanno fatto immergere, anche se solo per “un attimo”, completamente nella musica».
Per il presidente dell’Ens, la tecnologia e la medicina stanno offrendo ulteriori possibilità di supporto alle persone sorde ma «alla fine, sono sempre le persone sorde a decidere, in ossequio al principio di libertà di scelta di comunicazione, se avvalersi della Lis - spiega - delle protesi, dell’impianto cocleare, della comunicazione bimodale e quant’altro. Niccoli invece ha mortificato la libertà di scelta della persona sorda per l’uso della Lis come mezzo di comunicazione. Colgo l’occasione per auspicare che l’Agfa voglia proseguire nel suo intento di tutelare e migliorare il futuro dei sordi mantenendo, però, il dovuto rispetto per coloro che la pensano diversamente e, soprattutto, per coloro che non hanno avuto la possibilità di scegliere e che utilizzano la Lis come strumento comunicativo unico, privilegiato o misto». —
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