Gioco
«Quello non è più solo un marciapiede Pedoni e ciclisti condividano gli spazi»
Pista ciclopedonale attaccata alle case in viale Sonnino: per Angelo Fedi (Fiab) il rischio di incidenti «è basso»
«Non è più un marciapiede: ora è una pista ciclopedonale, dove pedoni e bici condividono uno spazio. E sono biciclette, non autocarri. Io da pedone mi preoccuperei più di attraversare la strada: quello è il vero pericolo».
Angelo Fedi, presidente della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) di Grosseto, è stato tra i più ferventi sostenitori della realizzazione della pista ciclabile tra la stazione e il ponte sull’Ombrone. A lui Il Tirreno ha chiesto un’opinione sulla nuova pista ciclopedonale nel tratto in viale Sonnino che vede il tracciato passare attaccato ai palazzi e che sabato ha fatto infuriare gli abitanti. Questi infatti sostengono che la pista, così, sia pericolosa, perché chi esce di casa rischia di essere travolto da una bici di passaggio.
Fedi, ha sentito le proteste degli abitanti?
«Gli unici due attori della mobilità dolce, ciclisti e pedoni, che non riescono a condividere gli spazi… È veramente imbarazzante».
Ma la legge non vieta alle bici di andare sui marciapiedi? Ci sarà una ragione...
«C’è un regolamento comunale che individua quegli spazi come ciclopedonali. Significa che non puoi dire che quello è un marciapiede: è uno spazio che va condiviso tra ciclisti e pedoni. Una volta c’era un marciapiede: ora non c’è più. E poi le bici che passano su quel tratto lì non sono bici da corsa: saranno quelle, spero, anche di chi ci abita. Purtroppo a Grosseto, come in tutta Italia, se per fare una pista ciclabile tocchi un posto auto succede il finimondo».
Non è pericoloso anche per i ciclisti trovarsi d’improvviso davanti a persone che sbucano dai portoni?
«Il pericolo è appena esci dalla porta di casa. Anche attraversare la strada se non ci guardi è pericoloso. E poi questa modalità di itinerario ciclopedonale è stata già fatta anche in via Mascagni dalla precedente amministrazione. Lì è stato deciso di non dipingere la pista di rosso ma di mettere solo il pittogramma della bici. Lo spazio è comunque condiviso. Per il tratto di viale Sonnino in questione, lo stesso assessore Riccardo Megale ha comunque spiegato che dovranno cancellare la pista nei tratti a ridosso degli ingressi».
I ciclisti non rischiano di finire per essere malvisti?
«Noi siamo già visti male; succede quando si classificano le persone in categorie…».
Quindi, in conclusione, nessun pericolo di interferenza tra le diverse categorie di utenti nei percorsi ciclopedonali?
«Ovviamente il pericolo esiste, ma il rischio, già di per sé basso, decresce sensibilmente quanto più aumenta la consapevolezza degli utenti stessi, sia a piedi che in bicicletta, dell’uso civile di uno spazio condiviso. Confidiamo comunque sulla sensibilità e competenza degli uffici tecnici del Comune affinché mettano in atto tutte le migliori pratiche previste dai regolamenti per minimizzare il rischio e dare risposta alla legittima domanda di sicurezza dei residenti interessati». —
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